
Una foto circolata nelle ultime ore ha riacceso le discussioni sul caso Garlasco. L’immagine mostra una figura maschile incappucciata e vestita di nero, ripresa di spalle mentre sembra parlare con una giornalista. Accanto alla foto spiccano il logo di Quarto Grado e la dicitura «esclusiva».
Tuttavia, il conduttore del programma, Gianluigi Nuzzi, ha chiarito che quella fotografia non è legata all’intervista reale concessa da Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, e che si tratta di un’immagine creata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
La smentita è stata diffusa direttamente tramite i social: «La foto che sta circolando è falsa», ha dichiarato Nuzzi, specificando che non proviene dall’intervista che sarà trasmessa nella puntata di venerdì 5 giugno, ma è un contenuto artificiale.
Il caso Garlasco continua a suscitare attenzione mediatica dopo la riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia sul delitto di Chiara Poggi. Negli ultimi mesi, infatti, sui social sono emerse numerose ricostruzioni e accuse infondate, che hanno coinvolto anche Marco Poggi, mai formalmente indagato ma ascoltato come persona informata sui fatti.
Secondo Nuzzi, la diffusione della foto falsa è collegata proprio all’attesa per l’intervista esclusiva di Marco Poggi, la prima dopo anni di silenzio pubblico.
Il giornalista ha risposto alle critiche della direttrice del settimanale Giallo, Albina Perri, che aveva definito surreale l’immagine. «Ridicolo è confondere una foto realizzata con l’intelligenza artificiale per una reale», ha replicato Nuzzi, sottolineando il pericolo della diffusione di notizie non verificate.
Anche la giornalista Selvaggia Lucarelli è intervenuta per ribadire la natura artificiale della foto e smentire la voce secondo cui Marco Poggi avrebbe ricevuto 50 mila euro per l’intervista.
In merito, Nuzzi ha chiamato in causa Fabrizio Corona, che aveva rilanciato la presunta cifra, affermando invece che nella liberatoria firmata da Poggi è indicato un compenso pari a zero euro.

«Nella liberatoria si legge nero su bianco che il compenso è zero euro», ha ribadito Nuzzi, annunciando di voler tutelare la propria immagine nelle sedi opportune contro le affermazioni ritenute false.
Questo episodio rappresenta un ulteriore sviluppo nell’esposizione mediatica che continua a gravare sul caso Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Tra nuove indagini, indiscrezioni e la crescente diffusione di contenuti manipolati sui social network, la vicenda resta al centro del dibattito pubblico e giudiziario.