
Dopo quasi vent’anni di silenzio, Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, vittima dell’omicidio avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, ha deciso di parlare davanti alle telecamere. L’intervista esclusiva rilasciata al programma Quarto Grado rappresenta la prima presa di parola dell’uomo da quando la Procura ha riacceso i riflettori sul caso.
Nel corso dell’intervista, Poggi ha espresso il peso emotivo di anni vissuti tra il dolore e il sospetto, sottolineando le difficoltà di una famiglia coinvolta nella lunga vicenda giudiziaria: “Si sono fatte ipotesi su di me, non ci posso fare nulla. Spero che prima o poi abbiamo la possibilità di voltare pagina”, ha dichiarato con amarezza.
Le parole di Marco Poggi hanno messo in luce una ferita ancora aperta, aggravata da speculazioni e nuove iscrizioni nel registro degli indagati, tra cui quella di Andrea Sempio. Il fratello della vittima ha inoltre denunciato il peso delle accuse e delle conseguenze sulla memoria di Chiara: “Essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara mi ha fatto male. Chi indagava poteva smorzare alcune piste. Le cose che mi hanno ferito di più è quelle che hanno rovinato Chiara e il suo ricordo”. La puntata di Quarto Grado che ha trasmesso questa prima parte dell’intervista è andata in onda giovedì, mentre la versione integrale sarà disponibile nella puntata di venerdì.
Parallelamente alla presa di parola della famiglia, la vicenda giudiziaria continua ad evolversi con nuovi sviluppi. L’avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, ha espresso critiche nei confronti dell’atteggiamento adottato dai media e dagli inquirenti nei confronti dei genitori di Chiara, definiti “oppositivi”. Compagna ha sottolineato le difficoltà per la famiglia nel vivere il percorso investigativo: “Si apre un’iniziativa a favore di quello che nella loro ottica è l’unico condannato per la morte della figlia, poi si dice a Marco, suo fratello, che ‘dovrebbe cercare la verità’. Come può la famiglia della vittima vivere bene queste modalità di indagine?”.

Dall’altra parte, la difesa di Andrea Sempio ha manifestato una posizione di chiusura rispetto alle nuove attività disposte dalla Procura. L’avvocato Liborio Cataliotti ha annunciato che non collaborerà alla consulenza psichiatrica richiesta dagli inquirenti, ritenendola prematura.
Il procuratore Fabio Napoleone ha disposto ulteriori accertamenti, nonostante la formale chiusura delle indagini preliminari avvenuta a maggio, con scadenza fissata al 28 settembre 2026. La Procura ha infatti comunicato che i consulenti tecnici nominati procederanno a verifiche specifiche per esaminare le prospettazioni della difesa e valutarne la fondatezza scientifica e tecnica. Questa decisione ha incontrato la contrarietà della difesa, che ritiene necessario dimostrare prima la storicità del reato prima di procedere a valutazioni di natura psichiatrica.