
Si è conclusa la seconda giornata di votazioni per i ballottaggi delle amministrative 2026, che coinvolgono 42 comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, inclusi sei capoluoghi di provincia. L’attenzione istituzionale è rivolta in particolare alle sfide di Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani, ritenute rilevanti per gli equilibri politici nazionali. Contestualmente, in Sardegna è iniziato il primo turno delle elezioni comunali in 148 centri.
Alle ore 15.00 i seggi sono stati ufficialmente chiusi su tutto il territorio nazionale, dando immediatamente avvio alle procedure di spoglio dei voti nei comuni interessati. Le autorità hanno comunicato che non saranno disponibili exit poll, pertanto si attendono le prime proiezioni ufficiali per acquisire indicazioni sui risultati.
Alle ore 15.20, con circa metà delle sezioni scrutinate, l’affluenza registrata si attesta al 54,16%, segnando un decremento rispetto al 62,37% rilevato nello stesso momento al primo turno. Si prospetta quindi una diminuzione di circa otto punti percentuali nella partecipazione al voto.

Uno dei casi più monitorati è quello di Arezzo, dove il candidato del centrodestra Marcello Comanducci detiene un vantaggio di circa undici punti percentuali sullo sfidante del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli. Particolarmente rilevante risulta il comportamento dell’elettorato del candidato civico Marco Donati, sostenuto da Azione, che ha ottenuto circa il 20% al primo turno.
Donati non ha fornito indicazioni di voto ai propri elettori, mantenendo distanze dal centrosinistra anche in ambito locale. Un’eventuale astensione di questo segmento potrebbe favorire la candidatura di Comanducci, in una città già amministrata da una giunta di centrodestra con il sindaco uscente Alessandro Ghinelli.
Alle 23 di domenica 7 giugno, l’affluenza complessiva nei comuni interessati dal ballottaggio si è attestata al 39,79% degli aventi diritto, inferiore rispetto al 46,56% dello stesso momento al primo turno. Tra i dati più significativi emerge quello di Comacchio, che registra il valore più basso con il 28,39%, mentre a Pompei si segna la partecipazione più alta, pari al 47,57%. Questi dati evidenziano marcate differenze territoriali, smentendo il luogo comune di una maggiore partecipazione nelle regioni settentrionali rispetto a quelle meridionali.