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“È finita malissimo”. Louis Dassilva, doccia gelata poche ore dopo l’assoluzione

La Corte d’Assise di Rimini ha emesso la sentenza di assoluzione nei confronti di Louis Dassilva, unico imputato per l’omicidio della pensionata Pierina Paganelli, uccisa nell’ottobre 2023 all’interno del garage condominiale di via del Ciclamino. Dopo un lungo dibattimento e oltre sedici ore di camera di consiglio, la decisione ha ribaltato le aspettative della Procura, che aveva richiesto l’ergastolo.

Il verdetto ha liberato immediatamente Dassilva, accolto con emozione e tensione in aula da familiari e amici. La complessità del caso emergeva già fin dai primi momenti delle indagini, coordinate dal pubblico ministero Daniele Paci, che si sono concentrate sui rapporti tra le persone coinvolte nell’ambito condominiale.

Louis Dassilva in aula durante il processo

Il delitto si è consumato la sera del 4 ottobre 2023 e la vittima fu rinvenuta dalla nuora Manuela Bianchi nel garage del condominio. L’assenza di un alibi solido e alcune intercettazioni audio avevano indirizzato inizialmente le indagini verso Dassilva, che si trovava in una relazione extraconiugale proprio con Bianchi. L’audio registrato nella sala d’attesa della Questura, definito dal gip Vinicio Cantarini come una “presunta confessione”, ha rappresentato un punto di svolta nelle indagini preliminari.

Manuela Bianchi, nuora della vittima e testimone chiave

La scena del crimine e gli elementi raccolti hanno però lasciato spazio a molteplici interpretazioni. La telecamera della farmacia di via del Ciclamino, nota come Cam3, che avrebbe dovuto immortalare l’assassino, è risultata oggetto di controversie tra la Procura e i consulenti tecnici nominati dal Tribunale, che hanno escluso la presenza di Dassilva nelle immagini.

Il procedimento ha visto la produzione di numerose prove, tra cui intercettazioni, testimonianze e perizie scientifiche, con particolare attenzione all’analisi del Dna curata dal professor Emiliano Giardina. Quest’ultimo non ha identificato tracce riconducibili all’imputato, alimentando i dubbi sulla sua responsabilità.

Immagine collegata al caso Pierina Paganelli

La testimonianza di Manuela Bianchi, indagata per favoreggiamento, ha rappresentato un ulteriore elemento di dibattito, essendo stata centrale nell’accusa. Tuttavia, la difesa ha sempre negato ogni coinvolgimento del proprio assistito, sostenendo la totale estraneità ai fatti.

Con la lettura della sentenza si apre un nuovo scenario giudiziario. L’assoluzione, infatti, non esclude la possibilità che la Procura impugni il verdetto. Parallelamente, si discute già di una possibile richiesta di risarcimento per ingiu­sta detenzione, considerando il lungo periodo di custodia cautelare in carcere subito da Dassilva.

L’avvocato Daniele Bocciolini ha precisato che il risarcimento potrà essere richiesto solo dopo che la sentenza diventerà irrevocabile, in attesa del giudicato penale. Solo a quel punto si potrà quantificare il periodo di detenzione ingiustificata e formalizzare la domanda di indennizzo. I difensori dell’imputato hanno confermato che la questione economica sarà affrontata in futuro, ma al momento l’attenzione è concentrata sulla fase post-sentenza e sulla rielaborazione degli eventi da parte di Dassilva.

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