
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha preso in considerazione la possibilità di dimettersi a seguito delle crescenti tensioni all’interno della maggioranza riguardo al finanziamento delle spese militari. Al centro del confronto vi sono nuovi tagli agli investimenti per la difesa e un possibile blocco dei fondi europei destinati al potenziamento delle capacità militari italiane.
Nei giorni scorsi si è svolto un incontro caratterizzato da forti divisioni tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro della Difesa Crosetto. La Lega ha sostenuto l’ulteriore riduzione del ricorso agli strumenti europei per il riarmo, arrivando a ipotizzare la rinuncia ai restanti 5 miliardi del programma Safe.
Il ministro Crosetto ha espresso la propria contrarietà a questa ipotesi, considerandola incompatibile con gli impegni assunti dall’Italia verso gli alleati internazionali. Ha quindi richiesto garanzie certe sul futuro delle risorse per le forze armate, condizionando la sua permanenza nell’esecutivo all’aumento dei finanziamenti nella prossima legge di bilancio.

In risposta, il ministro dell’Economia Giorgetti ha proposto una mediazione, promettendo un incremento dello 0,35% del PIL destinato al comparto militare. Tale aumento avvicinerebbe l’Italia all’obiettivo del 2% del PIL richiesto dalla NATO, in linea con le pressioni internazionali per rafforzare la spesa militare.
Ulteriori segnali delle tensioni interne sono emersi da un recente intervento social del ministro Crosetto, che ha manifestato solidarietà all’ex ministro britannico John Healey, dimessosi a seguito di controversie legate ai tagli nella difesa. Questo messaggio è stato interpretato come un segnale politico significativo in un momento di criticità per il governo.
Il ministro ha richiamato l’attenzione sulle sfide attuali, tra cui la crisi nello Stretto di Hormuz, il sostegno all’Ucraina e le richieste degli alleati occidentali, sottolineando la necessità di investimenti adeguati nel settore militare. Al momento, Crosetto mantiene il proprio incarico. Tuttavia, la vera verifica sarà rappresentata dalla prossima manovra economica: in assenza di risorse concrete, l’ipotesi delle dimissioni potrebbe tornare al centro del dibattito politico.