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Marcinelle, Capone denuncia: “Negare all’UGL il diritto alla memoria è discriminazione ideologica su un luogo sacro”

In occasione del settantesimo anniversario della tragedia mineraria di Marcinelle, l’8 agosto, dove persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, all’UGL è stata negata la possibilità di posare una targa commemorativa sul Muro del Ricordo della miniera di Bois du Cazier. Questo rifiuto non riguarda una semplice questione organizzativa, ma colpisce direttamente il principio della memoria condivisa. Marcinelle non è legata a un partito, a un sindacato o a una sigla politica: rappresenta la storia del lavoro, il sacrificio degli italiani emigrati, il dolore delle famiglie e la coscienza civile europea.

La risposta ufficiale dell’ASBL “Le Bois du Cazier”, ente gestore del sito, ha sollevato preoccupazione. Nella comunicazione inviata all’incaricato dell’UGL si legge che il diniego sarebbe dovuto alla presunta “tendenza di estrema destra” attribuita all’organizzazione.

«Siamo davanti a un cortocircuito democratico: si pretende di difendere i valori della memoria e del pluralismo negando, proprio in quel luogo, il pluralismo e la libertà di espressione», afferma l’UGL. Ancora più grave, sottolinea il sindacato, è che la gestione del sito riceve sostegno da fondi pubblici comunali, regionali ed europei. «Chi gestisce un luogo della memoria con fondi della collettività non può trasformarlo in uno spazio selettivo, dove il diritto al ricordo viene subordinato a un giudizio ideologico».

L’UGL ribadisce che la tragedia di Marcinelle non può essere soggetta a un “passaporto politico”. «Non si può decidere chi abbia titolo a commemorare i minatori caduti sulla base della collocazione, vera o presunta, di chi rende omaggio alle vittime». Per questa ragione, il sindacato definisce il rifiuto ricevuto un atto discriminatorio, offensivo verso la memoria dei lavoratori italiani morti il 8 agosto 1956.

«Non accetteremo che un patrimonio collettivo venga ridotto a terreno di esclusione ideologica. La memoria di Marcinelle deve restare di tutti, non diventare proprietà privata di qualcuno». Il caso è già stato portato all’attenzione delle istituzioni italiane ed europee. «Chiediamo che venga ristabilito un principio semplice ma fondamentale: davanti al sacrificio dei lavoratori non esistono steccati politici, esiste solo il dovere del rispetto».

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