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Come sono state ritrovate le sorelle: ora si spiega tutto

sorelle scomparse come ritrovate

Si è conclusa con il ritrovamento delle due sorelle di 16 e 12 anni una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso per quindici giorni. Le ragazze, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, sono state rintracciate nella serata di domenica a Formia, nel basso Lazio, all’interno di un appartamento riconducibile a un parente della madre. Il ritrovamento conferma la pista indicata fin dall’inizio dal padre, Stefano Di Giacinto, che aveva sempre sostenuto che le figlie fossero vive e lontane dall’Abruzzo.

L’operazione è stata coordinata dalla Procura di Sulmona e condotta dai carabinieri, intervenuti in località Rio Fresco, una zona residenziale di Formia, dove le minorenni sarebbero state nascoste da diversi giorni. Le ragazze sono state affidate immediatamente alle autorità competenti e non risultano particolari problemi di salute. Per il padre, che aveva insistito per concentrare le ricerche nel territorio pontino, il ritrovamento è stato un sollievo ma anche uno shock emotivo tale da richiedere un ricovero ospedaliero dopo un malore.

La svolta nelle indagini e la chiamata decisiva

Le indagini hanno preso una direzione definitiva nelle ultime ore, spostando l’attenzione dalla zona abruzzese a quella del Lazio meridionale. Un ruolo chiave è stato svolto dal fidanzato diciottenne della sorella maggiore, ascoltato dagli investigatori, che ha fornito informazioni sui legami familiari e su luoghi frequentati dalle ragazze, indirizzando le ricerche verso l’area tra Minturno, Formia, Gaeta e Cassino.

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Inizialmente le ricerche si erano concentrate attorno al Lago di Barrea e nei centri dell’Alto Sangro, località vicine alla casa famiglia. La pista familiare ha infine preso vigore, portando al blitz nell’appartamento di Formia, non lontano da un’altra abitazione legata alla madre. Ora l’attenzione degli inquirenti è focalizzata su chi fosse a conoscenza della posizione delle ragazze, chi le abbia aiutate e come siano riuscite a rimanere nascoste per due settimane.

La svolta decisiva è stata favorita da un errore: una delle ragazze avrebbe effettuato una videochiamata a un numero sotto controllo degli investigatori, consentendo di localizzare la loro posizione. Questo riscontro telefonico ha permesso di chiudere rapidamente il caso.

Ipotesi di sottrazione di minore e sviluppi giudiziari

Le sorelle sono state temporaneamente affidate alle autorità locali e sono in attesa di un trasferimento in una nuova struttura protetta. La loro situazione rimane delicata, poiché sebbene la fase dell’emergenza si sia conclusa, si apre quella degli accertamenti sulle responsabilità degli adulti coinvolti. Gli investigatori devono ricostruire gli spostamenti, i contatti avuti durante i giorni di assenza e verificare l’esistenza di una possibile rete di protezione.

Sul fronte giudiziario, si sta configurando l’ipotesi di sottrazione di minore, anche se saranno le procure di Sulmona e del basso Lazio a valutare eventuali contestazioni formali. La priorità resta comunque il benessere delle due ragazze e la chiarezza su quanto accaduto dal momento della loro scomparsa fino all’intervento delle forze dell’ordine.

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