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“Sappiamo che voi…”. Garlasco, le parole dei carabinieri a Marco Poggi

Il caso Garlasco torna sotto la lente della Procura di Pavia a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Nel corso di una recente audizione, durata circa due ore, è stato ascoltato come testimone Marco Poggi, fratello della vittima, che ha espresso riserve sul nuovo filone investigativo che vede indagato Andrea Sempio.

Durante il confronto, il personale della Procura e dei Carabinieri ha illustrato a Marco Poggi le motivazioni che hanno determinato la riapertura del fascicolo, chiarendo che non si tratta di un accanimento giudiziario ma di un dovere istituzionale volto a verificare eventuali elementi nuovi o non ancora approfonditi.

Marco Poggi durante l'audizione

Marco Poggi ha manifestato scetticismo riguardo alla reale novità delle indagini, sottolineando il timore che il procedimento possa protrarsi senza esiti concreti. Nel passaggio più significativo, ha dichiarato: “Mi sembra di capire che non ci sia niente di nuovo, dopo 18 anni capisco che Procuratore e altri possono avere il sentore, ma di sto passo andiamo avanti per tutta la vita…”.

Uno degli investigatori ha spiegato a Marco Poggi: “Noi le rinnoviamo le condoglianze, ma le vorremmo anche far presente che da parte della Procura di Pavia non c’è nessun accanimento nei confronti di nessuno. Noi capiamo che per voi familiari è un riaprire, una ferita che penso che non si possa mai chiudere, però da parte della Procura di Pavia, dei magistrati, nel momento in cui hanno il sentore che ci possa essere qualcosa che va approfondito e va chiuso definitivamente una volta per tutte, hanno l’obbligo quantomeno giuridico di farlo, ma credo che sia all’interesse di tutti”.

Il rappresentante delle forze dell’ordine ha risposto precisando che la riapertura dell’inchiesta non si fonda su intuizioni personali ma su elementi valutati dalla Procura, respingendo qualsiasi ipotesi di iniziativa estemporanea. Successivamente, Marco Poggi ha fatto riferimento alle precedenti iniziative investigative e difensive volte a riaprire il caso, ricordando un atto del 2020 presentato dalla difesa con lo stesso intento. Il funzionario ha confermato la completa conoscenza dell’intera vicenda giudiziaria, sottolineando la continuità dell’attenzione degli inquirenti nel corso degli anni.

Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco
Alberto Stasi, principale indagato nel caso Garlasco

La riapertura dell’inchiesta testimonia l’interesse della Procura di Pavia a chiudere definitivamente una vicenda che ha attraversato numerose fasi investigative e processuali. L’attenzione rivolta agli elementi emergenti e la volontà di approfondire ogni possibile pista sottolineano l’impegno istituzionale nella ricerca della verità, nel rispetto dei diritti degli indagati e delle garanzie previste dal sistema giudiziario.

Al momento, non sono stati resi noti ulteriori dettagli relativi allo sviluppo delle indagini o a eventuali provvedimenti cautelari collegati al nuovo filone investigativo. Il procedimento proseguirà secondo le disposizioni della Procura, che valuterà gli esiti delle attività investigative in corso per definire le successive fasi processuali.

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