
Le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte hanno acceso uno scontro politico e diplomatico che coinvolge direttamente l’Italia. Durante un’intervista a Fox News, Rutte ha parlato del contributo fornito dai Paesi dell’Alleanza all’azione militare statunitense contro l’Iran, citando anche le basi presenti sul territorio italiano. Dichiarazioni che hanno provocato polemiche interne e una dura reazione da parte di Teheran.
A intervenire è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Le parole “a caso” del segretario generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale”.

Rutte cita l’Italia, esplode lo scontro con l’Iran
La vicenda nasce anche dalle parole di Donald Trump: “Se si guarda l’Italia, 500 aerei militari statunitensi sono decollati da basi statunitensi in Italia per partecipare all’operazione Epicfury. Un sostegno enorme”. L’opposizione ha reagito chiedendo chiarimenti: “Aperti i cieli: 500 aerei? Per fare cosa? Decollati dalle basi senza passaggio parlamentare?”. Per Crosetto, tuttavia, la polemica interna rischia di produrre effetti internazionali.
Il ministro degli Esteri iraniano ha affermato: “L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran”. Poi l’accusa: “Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione. Si tratta di una chiara e schiacciante ammissione della complicità attiva della Nato”.

La risposta italiana e l’irritazione degli Stati Uniti
Il portavoce del ministero iraniano ha parlato di “una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni unite: una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni unite. L’Organizzazione e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato: “Ho parlato con il ministro degli esteri iraniano Araghchi”, ribadendo che l’Italia ha agito nel rispetto degli accordi con Washington. Teheran ha però chiesto “una smentita chiara e ufficiale”, sostenendo che il governo italiano “non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare” e “non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra”.
Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio ha manifestato irritazione: “Ho parlato con il presidente Trump, è molto deluso, perché sente che non solo l’Italia ma anche altri Paesi europei, in un momento in cui affrontavamo una minaccia, non solo contro di noi ma più in particolare contro l’Europa, non si sono fatti avanti”. Rubio ha comunque precisato che i rapporti con Roma continuano senza ostacoli, pur aggiungendo che “ovviamente il presidente è molto arrabbiato”.