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Senza vergogna. Strage Crans-Montana la decisione sconvolgente dei coniugi Moretti

La possibile riapertura di due ristoranti riconducibili a Jacques e Jessica Moretti torna al centro del dibattito a Crans-Montana e a Lens. I coniugi, proprietari del Le Constellation e di altri locali nella stessa area, hanno avviato le pratiche per far ripartire l’attività del Le Senso e del Vieux-Chalet, due esercizi attualmente sottoposti a sequestro da parte delle autorità.

La conferma è arrivata oggi attraverso una nota diffusa dai legali della coppia, dello studio Hayar e Meier, dopo le voci circolate nei giorni scorsi su una possibile riapertura e dopo la nascita di una petizione contraria all’iniziativa. Nel testo, i due ristoranti vengono indicati anche come “LE SENSO”, a Crans-Montana, e “VIEUX-CHALET”, a Lens, al centro di una decisione che sta provocando reazioni forti nell’opinione pubblica locale.

La richiesta dei Moretti viene presentata dai loro avvocati come un passaggio necessario per evitare un deterioramento ulteriore della situazione economica delle società riconducibili alla coppia. Secondo la nota legale, la ripresa dell’attività servirebbe a preservare il valore dei beni e a impedire che le imprese finiscano in fallimento, con la conseguente perdita di risorse che potrebbero essere destinate ai risarcimenti.

È solo dentro questo quadro economico e giudiziario che emerge il punto più delicato della vicenda. Jacques e Jessica Moretti sono infatti indagati in seguito al rogo del Le Constellation di Crans-Montana, un terzo locale di loro proprietà, dove nella notte di Capodanno si è consumata una tragedia con 41 morti e 115 feriti. Il locale è finito al centro delle contestazioni anche per le condizioni di sicurezza, indicate come non conformi nella ricostruzione della vicenda.

Proprio questo precedente rende la prospettiva della riapertura particolarmente controversa. Da un lato ci sono i legali, che sostengono la necessità di mantenere operative le attività ancora recuperabili. Dall’altro c’è il peso della strage di Capodanno, con decine di vittime e feriti, e una comunità segnata da un incendio che ha trasformato il nome dei Moretti in uno dei più discussi nella zona.

Nella comunicazione diffusa dallo studio Hayar e Meier, i coniugi avrebbero assunto l’impegno di devolvere i proventi delle attività riaperte a un’associazione di sostegno alle vittime della tragedia. La scelta viene quindi motivata non soltanto con la volontà di proseguire l’attività imprenditoriale, ma anche con l’obiettivo dichiarato di contribuire, attraverso gli incassi, al percorso di assistenza e ristoro delle persone colpite dal rogo.

Gli avvocati insistono inoltre su un ulteriore aspetto: se Le Senso e Vieux-Chalet restassero chiusi, le società potrebbero andare incontro al fallimento. In quel caso, secondo la tesi difensiva, i beni oggi ancora disponibili rischierebbero di perdere valore o di disperdersi, riducendo le possibilità di risarcire le vittime e i loro familiari. È questa la spiegazione con cui la coppia prova a giustificare una decisione destinata comunque a rimanere divisiva.

La vicenda resta aperta su più piani: quello giudiziario, legato all’inchiesta sul rogo del Le Constellation; quello economico, collegato al destino delle società e dei beni sequestrati; e quello pubblico, segnato dalla reazione di chi considera inopportuna la riapertura dei locali mentre le indagini sulla tragedia sono ancora in corso. I Moretti, in quanto indagati, restano comunque persone sottoposte a procedimento e non possono essere considerati colpevoli fino a un eventuale accertamento definitivo.

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