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Ricina, viene fuori tutto: “Sono loro tre”. Colpo di scena

Indagini sulla ricina a Pietracatella

L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuta a seguito di un avvelenamento da ricina a Pietracatella, raggiunge un momento decisivo. Secondo fonti della Questura di Campobasso riportate dalla trasmissione Morning News di Canale 5, gli investigatori hanno individuato tre sospettati: due donne e un uomo.

Al momento nessuno risulta ufficialmente iscritto nel registro degli indagati, ma le verifiche disposte dalla Procura di Larino potrebbero portare a sviluppi importanti nelle indagini.

ricina tre sospettati

Tre sospettati sotto indagine

L’identità delle persone attenzionate dalle autorità è mantenuta strettamente riservata. La loro posizione è tuttora in fase di approfondimento, con gli investigatori impegnati a raccogliere elementi oggettivi per confermare o smentire i sospetti emersi nel corso dell’attività investigativa.

Le nuove analisi dovranno stabilire se vi siano sufficienti motivi per procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati. Per chiarire i dettagli del duplice omicidio sono stati coinvolti gli esperti del Robert Koch Institut di Berlino, un centro internazionale riconosciuto per lo studio delle sostanze tossiche.

Gli specialisti esamineranno i campioni di sangue raccolti da Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, e da Alice Di Vita, l’altra figlia della famiglia sopravvissuta all’avvelenamento. Parallelamente saranno analizzati circa 70 alimenti e diversi contenitori sequestrati nella residenza, alla ricerca di tracce della tossina.

ricina tre sospettati

L’obiettivo è verificare la presenza di anticorpi contro la ricina e ricostruire con precisione le tempistiche e le modalità dell’avvelenamento.

Ipotesi sulla cena del 23 dicembre

Una pista centrale nelle indagini riguarda la cena del 23 dicembre, quando erano a tavola Antonella Di Ielsi, il marito Gianni e le figlie Sara e Alice. Gli inquirenti stanno cercando di accertare se il veleno sia stato somministrato durante quel pasto e perché solo madre e figlia siano decedute.

Gianni Di Vita ha manifestato un malessere senza esiti fatali, mentre Alice è sopravvissuta. Le analisi tossicologiche dovranno chiarire se tutti abbiano ingerito la ricina o se le dosi siano state diverse. Intanto, i familiari attendono risposte con ansia.

La zia di Antonella Di Ielsi, intervenuta a Morning News, ha espresso il dolore della famiglia con le parole: «Aspettiamo la verità, e poi la giustizia». Ha ricordato Antonella come una persona profondamente legata ai propri affetti e ha sottolineato di non essere a conoscenza di eventuali intenzioni di separazione dal marito.

Le analisi affidate al Robert Koch Institut rappresentano un passaggio cruciale per l’indagine. Gli esiti degli esami sui campioni biologici e sugli alimenti sequestrati potrebbero permettere agli investigatori di ricostruire il percorso della ricina e verificare la presenza di prove contro le tre persone sotto osservazione.

La Procura mantiene il massimo riserbo: nessuno è ancora formalmente indagato, ma i risultati potrebbero segnare una svolta nel mistero del duplice omicidio di Pietracatella.

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