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Criminalità in calo e stretta sull’immigrazione: il quadro della sicurezza in Italia

Il quadro della sicurezza in Italia continua a mostrare segnali di miglioramento. Nel 2025 i reati complessivi sono calati del 2% rispetto all’anno precedente, un dato che si inserisce in un trend più ampio: rispetto al 2014, la flessione raggiunge il 16%. Scendendo nel dettaglio delle diverse tipologie di reato, gli omicidi segnano il calo più marcato, con una diminuzione del 15% sul 2024 e del 42% sul 2014. Anche le rapine e i furti seguono la stessa direzione, con flessioni rispettivamente del 4% e del 6% rispetto all’anno precedente, che salgono al 29% e al 37% se il confronto è con dieci anni fa.

Sul fronte del personale, dall’inizio della legislatura sono entrati in servizio oltre 45mila nuovi operatori delle tre Forze di polizia, e altri 27mila ingressi sono previsti entro il 2027, con un saldo netto stimato di 6.200 unità. Parallelamente, l’età media degli operatori si è abbassata, passando dai 45,6 anni del 2021 ai 44 anni attuali.

Numeri significativi emergono anche sul fronte del contrasto alla criminalità e al terrorismo: dal 22 ottobre 2022 sono stati espulsi 254 soggetti pericolosi per motivi di sicurezza nazionale e arrestati 230 estremisti o radicalizzati per reati di terrorismo. Sono stati inoltre catturati 151 latitanti — tra cui 3 di massima pericolosità e 25 pericolosi — nell’ambito di 336 operazioni di rilievo contro la criminalità organizzata, che hanno portato a 4.821 arresti complessivi. Sul piano patrimoniale, sono stati sottratti alla criminalità organizzata beni per 7,6 miliardi di euro (tra sequestri e confische), mentre oltre 21mila beni confiscati — in crescita del 300% rispetto al 2021 — sono stati destinati a presidi di legalità, sicurezza e welfare sul territorio. A questo si aggiungono 295 sgomberi di occupazioni abusive di immobili di particolare rilievo e la liberazione di 4.404 alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Il fronte immigrazione

Anche sul tema migratorio i dati indicano una tendenza alla diminuzione degli sbarchi. Nel 2026 gli arrivi sono calati del 53% rispetto al 2025 (14.464 contro 30.598 al 2 luglio), proseguendo un trend già avviato negli anni precedenti: il 2024 aveva segnato un -58% rispetto al 2023, mentre il confronto con il 2014 mostra un calo complessivo del 61% degli arrivi nel 2025.

Sul fronte opposto, i rimpatri sono in aumento: nel 2026 se ne contano 4.436, il 34% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (3.315). Anche qui si tratta di un trend consolidato: il 2024 aveva registrato un +19% sul 2023, confermato da un ulteriore +19% nel 2025 rispetto al 2024, con il dato 2025 complessivo (6.772) superiore di circa il 6% rispetto al 2014.

L’effetto combinato di sbarchi in calo e rimpatri in crescita si riflette nel rapporto tra le due grandezze, che nel 2026 sale al 31%: una proporzione nettamente superiore rispetto al 10,2% del 2025 e all’8,6% registrato nel 2014.

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