
Alle prime ore del mattino, la Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento restrittivo nei confronti di Mario Adinolfi, noto giornalista, scrittore e leader del Popolo della Famiglia. Attualmente, Adinolfi si trova agli arresti domiciliari in seguito a un’indagine che lo coinvolge per gravi accuse di truffa ed evasione fiscale. Secondo le autorità, l’illecito avrebbe generato una perdita complessiva di circa cinque milioni di euro, a cui si aggiungono altri 400mila euro relativi a presunte frodi fiscali. L’indagine si concentra su un’attività già ampiamente discussa e oggetto di attenzione mediatica, in particolare a seguito dei servizi trasmessi dalla nota trasmissione Le Iene.
Il procuratore aggiunto Maurizio Arcuri ha posto sotto la lente d’ingrandimento il meccanismo definito della “scommessa collettiva”. Secondo gli inquirenti, attraverso questo sistema sarebbero state raccolte ingenti somme di denaro da parte di privati cittadini, attratti da promesse di rendimenti elevati nel settore delle scommesse sportive.
Tuttavia, per molti partecipanti i capitali investiti non sarebbero mai stati restituiti, con numerose denunce presentate da vittime che hanno visto svanire i propri risparmi. Le verifiche bancarie e fiscali, coordinate dal comando provinciale della Guardia di Finanza, hanno progressivamente ampliato l’inchiesta fino all’operazione odierna.

La vicenda coinvolge una figura nota nel panorama politico e mediatico italiano, che ha attraversato diversi ambiti, dal giornalismo cattolico al Tg1, dal poker professionistico alla Camera dei Deputati con il Partito Democratico, fino alla fondazione del movimento ultracattolico nel 2016. Di fronte alle accuse e alle denunce, Adinolfi ha sempre negato qualsiasi illecito, definendo le ricostruzioni mediatiche come false e diffamatorie, annunciando inoltre querele e azioni legali contro i responsabili della diffusione delle notizie. Ora, la parola passa agli organi giudiziari per l’approfondimento e la decisione definitiva.