
Le indagini della Procura di Milano sul sistema degli appalti nella logistica avrebbero prodotto un effetto rilevante sul mercato del lavoro: quasi 70 mila persone, per l’esattezza 69.003, sarebbero passate da condizioni occupazionali precarie a rapporti più stabili. Secondo quanto riportato, si tratta di lavoratori che in precedenza dipendevano da cooperative o società utilizzate come serbatoi di manodopera, spesso inserite in catene di subappalti complesse.

Al centro delle verifiche ci sono 45 aziende finite sotto la lente degli inquirenti milanesi, tra cui grandi nomi della distribuzione, dell’e-commerce e della logistica. L’ipotesi investigativa riguarda l’esternalizzazione di servizi a cooperative capaci di proporre costi molto bassi perché, secondo l’accusa, non avrebbero rispettato pienamente gli obblighi fiscali e contributivi, compresi i versamenti all’Inps.
Nell’ambito di questo filone, la Guardia di Finanza ha eseguito un nuovo sequestro preventivo legato all’ipotesi di frode fiscale e somministrazione illecita di manodopera. Il provvedimento avrebbe riguardato Bcube, Bcube spa e Bonzai spa per oltre 15 milioni di euro, oltre a Fiege Logistics Italia srl per 12,5 milioni.

Il quadro descritto dagli inquirenti è quello di una rete di subappalti in cui alcuni fornitori, privi di adeguata struttura organizzativa e finanziaria, avrebbero omesso il pagamento di Iva e imposte dirette. Questo meccanismo avrebbe consentito di praticare prezzi più competitivi, trasferendo un vantaggio economico ai committenti e garantendo loro una forza lavoro più flessibile.