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“Ecco perché l’Italia è ingiusta.” Lo sfogo dell’influencer italo-egiziano diventa virale

È uno sfogo che nelle ultime ore sta facendo il giro dei social e dividendo migliaia di utenti. Da una parte chi lo considera il simbolo di un sistema troppo lento e burocratico, dall’altra chi ricorda che la cittadinanza italiana è regolata da requisiti precisi e non può essere concessa automaticamente. Al centro della polemica c’è il racconto personale di Remon Karam, attivista e influencer di origine egiziana, che ha affidato ai social tutta la sua amarezza.

Nel video diventato virale, Karam sostiene che l’Italia “non premia il merito”, spiegando di vivere nel nostro Paese da oltre dieci anni, di aver conseguito due lauree, di lavorare regolarmente e di essere ancora in attesa della cittadinanza italiana. «In Italia puoi studiare, pagare le tasse e costruirti una vita, ma questo non basta», afferma nel suo intervento, raccontando quella che definisce una lunga battaglia contro la burocrazia.

Chi è Remon Karam

Remon Karam è arrivato in Italia nel 2013, quando aveva appena 14 anni, dopo essere fuggito dall’Egitto a causa delle persecuzioni contro la minoranza cristiana copta, a cui appartiene. Dopo lo sbarco nel nostro Paese è stato accolto da una famiglia italiana, ha completato gli studi, si è laureato due volte ed è diventato mediatore culturale e attivista per i diritti umani. Negli ultimi anni ha ricevuto anche riconoscimenti pubblici per il suo impegno sociale.

“Non posso partecipare ai concorsi pubblici”

Nel suo sfogo Karam sottolinea soprattutto le conseguenze pratiche della mancata cittadinanza. In diverse interviste aveva già raccontato di non poter accedere ai concorsi pubblici, nonostante i titoli di studio conseguiti in Italia, e di sentirsi ormai pienamente parte della società italiana senza essere però riconosciuto formalmente come cittadino.

Un dibattito che torna ad accendersi

Le parole dell’influencer hanno riaperto il confronto su un tema che da anni divide politica e opinione pubblica. Da una parte c’è chi ritiene che il percorso di integrazione, studio e lavoro dovrebbe avere un peso maggiore nel riconoscimento della cittadinanza; dall’altra chi difende l’attuale normativa, ricordando che il possesso dei requisiti previsti dalla legge non comporta automaticamente il rilascio della cittadinanza e che le procedure seguono tempi amministrativi stabiliti.

Lo sfogo di Remon Karam, al di là delle diverse opinioni, è così tornato ad accendere una discussione destinata a proseguire ben oltre il singolo video pubblicato sui social.

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