
Il naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012 davanti all’Isola del Giglio, resta una delle tragedie più gravi della navigazione italiana. Il caso torna al centro dell’attenzione con il docufilm Netflix “Costa Concordia: incubo in mare”, che ripercorre le ore dell’emergenza, le conseguenze giudiziarie per l’ex comandante Francesco Schettino e il lungo capitolo dei risarcimenti.
Costa Concordia, il naufragio del 13 gennaio 2012
La nave da crociera si incagliò nelle acque dell’Isola del Giglio, riportando un grave squarcio nello scafo. Il bilancio finale fu di 32 morti e 157 feriti. La vicenda segnò profondamente passeggeri, equipaggio e comunità locale, aprendo una complessa stagione di indagini e procedimenti giudiziari.
Il documentario diretto da James Rogan ricostruisce in particolare quanto accadde dopo l’impatto: i tempi dell’evacuazione, le difficoltà nelle operazioni di soccorso e le decisioni assunte a bordo durante le fasi più concitate. Il racconto riporta così l’attenzione sui dettagli di una notte rimasta impressa nella cronaca italiana.

Francesco Schettino: la condanna definitiva e la situazione attuale
Al centro del procedimento è rimasto Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia al momento del naufragio. I giudici lo hanno ritenuto responsabile della manovra nota come “inchino”, dalla quale derivò l’urto che causò l’apertura di circa 70 metri nello scafo dell’imbarcazione.
La condanna definitiva, confermata dalla Cassazione, è stata di 16 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, lesioni, naufragio colposo e abbandono della nave. Schettino è entrato nel carcere di Rebibbia, a Roma, il 12 maggio 2017.
L’ex comandante può usufruire di permessi per uscire dall’istituto penitenziario. Nell’aprile 2025 ha rinunciato alla richiesta di semilibertà lavorativa. I suoi legali continuano nel frattempo a valutare la strada della revisione del processo. Negli anni Schettino ha ammesso alcune responsabilità, sostenendo tuttavia che la manovra non sarebbe dipesa esclusivamente da una sua decisione.
Risarcimenti Costa Concordia: gli accordi con passeggeri ed equipaggio
Il capitolo economico ha coinvolto migliaia di persone. Secondo i dati sulle transazioni concluse da Costa Crociere, hanno accettato un accordo 2.623 passeggeri sui 3.206 presenti a bordo, circa l’85% del totale. Agli accordi hanno aderito anche 964 membri dell’equipaggio su 1.023.
L’importo complessivamente versato dalla compagnia è stato di circa 66,5 milioni di euro. Di questa somma, 24,5 milioni sono stati destinati ai familiari delle vittime e 17,5 milioni al personale di bordo. Per i passeggeri sopravvissuti, gli indennizzi standard sono stati generalmente compresi fra 11mila e 14mila euro, mentre nei casi con conseguenze psicologiche più rilevanti sono intervenute decisioni dei tribunali per definire importi superiori.
La fine della nave: demolizione e riciclo a Genova
Dopo il recupero dal fondale davanti al Giglio, la Costa Concordia è stata trasferita a Genova per le attività di smantellamento. Il programma di riciclo navale si è concluso il 7 luglio 2017, mettendo definitivamente fine alla storia dell’imbarcazione.
Secondo i dati diffusi sul progetto, circa il 90% dei materiali della nave è stato recuperato e avviato al riciclo. A distanza di anni, il naufragio della Costa Concordia continua dunque a rappresentare un caso di rilievo per le sue conseguenze umane, giudiziarie ed economiche.