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Sicurezza e movida, nuove regole. Ecco cosa rischia il popolo della notte

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Il nuovo ddl Sicurezza ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri del 14 luglio. Il testo punta su ordine pubblico, prevenzione del disagio giovanile, controlli nei luoghi della movida e rafforzamento degli strumenti per forze di polizia e Viminale. Una nuova stretta, dunque, sui contesti considerati più esposti a rischio.

Il nodo principale è il fermo preventivo, che potrà coinvolgere anche la polizia locale nei servizi mirati. Matteo Piantedosi ha chiarito: “La norma già prevede che sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza e categorie di carattere funzionale nella quale sono ricompresi anche gli agenti di polizia locale – ha spiegato Piantedosi – si tratta solo di vedere l’estensione funzionale, ovvero le circostanze in cui può essere esteso il fermo preventivo, in caso anche dei minorenni per la movida, ma può riguardare qualsiasi agente di pubblica sicurezza, sia appartenente alle forze di polizia statale sia agente della polizia locale se specificatamente ordinati di fare quel tipo di servizio”.

Stretta su gruppi e danneggiamenti

Il pacchetto modifica anche il capitolo danneggiamento. “Viene introdotta una modifica al codice penale in materia di danneggiamento – continua Piantedosi -, perché viene esteso a questo reato la possibilità di arresto differito in flagranza e arresto differito come arresto facoltativo se compiuto da cinque o più persone. Questo numero si ricollega all’articolo 112 del codice penale che prevede appunto aggregazioni formate da un numero maggiore di cinque persone come circostanze aggravanti nella commissione di reati”.

Nel testo c’è anche un nuovo avviso orale del questore con divieto di aggregazione per situazioni di movida ritenute gravi per ordine e sicurezza pubblica. Sulle aggressioni agli agenti, Piantedosi ha aggiunto: “Abbiamo introdotto una norma che consente la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali nei confronti di pubblici ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’adempimento delle loro funzioni. Fino a ora la punibilità era prevista per questo tipo di reato, nel caso di lesioni lievi o lievissime, solo attraverso querela di parte”.

Consob, via all’iter per Stazi

Nello stesso Cdm è partito l’iter per la nomina di Guido Stazi alla presidenza della Consob. Economista e segretario generale dell’Antitrust, è stato indicato per succedere a Paolo Savona, mandato concluso a marzo. Dopo mesi di stallo, la scelta attende pareri parlamentari e firma del Quirinale.

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