
Il futuro di “Lupus in fabula”, il programma di Pietrangelo Buttafuoco su Rai Radio1, appare in bilico. L’indiscrezione, anticipata da Il Foglio e Corriere della Sera e rilanciata da ambienti Rai, arriva a pochi giorni dalla definizione dei nuovi palinsesti radiofonici. La trasmissione, condotta dal presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, non risulterebbe tra quelle già blindate per la prossima stagione.
Il format occupa una fascia minima ma identitaria: dieci minuti, dal lunedì al venerdì, dalle 6.50 alle 7. In quello spazio Buttafuoco intreccia classici della letteratura e attualità, con un taglio culturale molto personale. Secondo le voci circolate in azienda, all’interessato sarebbe stato spiegato che “ai piani alti si sarebbe deciso così perché la fascia oraria occupata dal programma sarebbe destinata a altro”. Una formula che ha subito acceso il caso.

Il sospetto di una ritorsione
La possibile cancellazione viene letta da alcuni come una conseguenza indiretta delle polemiche sulla Biennale Arte e sul ritorno del padiglione russo. La scelta, attribuita alla linea di apertura della Fondazione, era stata contestata prima dell’inaugurazione dal governo e in particolare dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva annullato la propria presenza. Anche la giuria si era dimessa in blocco, trasformando il caso in uno scontro politico e culturale.
In Rai, però, questa lettura non trova conferme ufficiali. Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, i palinsesti della prossima stagione di Radio1, al via dal 21 settembre, sono ancora in fase di costruzione e saranno presentati pochi giorni prima della partenza. Alcuni programmi avrebbero già ottenuto la riconferma, mentre “Lupus in fabula” non sarebbe inserito tra quelli incardinati nella bozza al vaglio del direttore del Giornale Radio Rai e di Rai Radio1, Nicola Rao.
Biennale, Russia e fondi Ue
Il contesto resta incandescente. La Commissione europea ha raccomandato all’agenzia Eacea di interrompere un contributo da circa 2 milioni di euro destinato alla Biennale, dopo la riapertura del padiglione russo. La Fondazione ha respinto le accuse e rivendicato la propria autonomia culturale. Ora il destino del programma di Buttafuoco diventa un nuovo tassello della stessa partita: ufficialmente radiofonica, ma con un’ombra politica difficile da ignorare.