Il mondo della televisione e dell’esplorazione marina saluta Zale Parry, attrice e pioniera della subacquea morta a 93 anni nella sua abitazione di Tillamook, in Oregon. Nota al pubblico per la serie “Avventure in fondo al mare”, aveva costruito una carriera fuori dagli schemi, tra set hollywoodiani, immersioni record e ricerca sulle tecnologie destinate alle attività sott’acqua.

Morta Zale Parry: l’annuncio della famiglia
La notizia della morte di Zale Parry è stata comunicata dalla nipote, Katherine Maloney, attraverso un messaggio pubblicato su Facebook. Parry si è spenta all’età di 93 anni nella casa in cui viveva in Oregon.
Nata a Milwaukee il 19 marzo 1933 con il nome di Rosalia Parry, era diventata una figura riconosciuta sia nell’industria audiovisiva sia nell’ambiente della subacquea professionale. La sua attività ha attraversato più decenni, contribuendo alla diffusione delle riprese marine e alla crescita di discipline allora ancora poco accessibili al grande pubblico.
La serie “Avventure in fondo al mare” e il lavoro in televisione
Il pubblico televisivo la ricorda soprattutto per “Avventure in fondo al mare”, produzione trasmessa fra il 1958 e il 1961. Nella serie, Zale Parry lavorò accanto a Lloyd Bridges, interpretando diversi ruoli e mettendo a disposizione delle produzioni anche la propria competenza tecnica nelle scene realizzate sott’acqua.
La sua preparazione le consentì di diventare un riferimento nelle lavorazioni più complesse ambientate in mare. In seguito prese parte anche alla serie “Viaggio in fondo al mare”, andata in onda dal 1964 al 1968, consolidando il legame professionale con un genere televisivo nel quale l’elemento subacqueo aveva un ruolo centrale.
Le controfigure di Sophia Loren e Carroll Baker
Prima e parallelamente all’attività sul piccolo schermo, Parry lavorò a Hollywood come controfigura nelle riprese subacquee. Fu impiegata nelle scene in acqua di Sophia Loren nel film “La ragazza sul delfino”, uscito nel 1957, e di Carroll Baker in “Vento di tempesta”, del 1959.
Comparve inoltre nel film “Gli arditi degli abissi”, del 1958. L’esperienza acquisita in immersione, unita alla conoscenza delle attrezzature e delle tecniche di sicurezza, rappresentò un elemento distintivo della sua presenza sui set, in anni in cui le riprese subacquee richiedevano competenze altamente specialistiche.
Il record di profondità e la ricerca subacquea
Dietro l’attrice c’era soprattutto una professionista dell’esplorazione marina. Nel 1953 fondò con il marito Parry Bivens la Scientific Underwater Research Enterprises, realtà impegnata nella sperimentazione di equipaggiamenti subacquei e nello sviluppo di tecnologie legate alla medicina iperbarica.
L’anno seguente stabilì il record femminile di profondità con un’immersione a 209 piedi, circa 64 metri, al largo dell’isola di Santa Catalina, in California. L’impresa avvenne nell’ambito di uno studio dedicato agli effetti della narcosi da azoto e attirò l’attenzione dei media statunitensi.
La notorietà ottenuta dopo quella prova la portò anche al programma “You Bet Your Life”, condotto da Groucho Marx. Nel 1955 divenne la prima subacquea donna a comparire sulla copertina di Sports Illustrated e fu tra le prime istruttrici certificate nella contea di Los Angeles.
Il riconoscimento internazionale per Zale Parry
Nel corso della sua vita fu tra i fondatori dell’International Underwater Film Festival e presiedette la Underwater Photographic Society. Nel 2000 entrò nella Women Divers Hall of Fame, riconoscimento riservato alle personalità che hanno segnato la storia dell’immersione e dell’esplorazione subacquea.
Nel 2001 firmò con altri autori il volume Scuba America: The Human History of Sport Diving. Cinque anni più tardi, l’Academy of Underwater Arts & Sciences istituì la Zale Parry Scholarship, borsa di studio dedicata ai giovani impegnati negli studi e nell’esplorazione dell’ambiente marino. Un percorso che ha unito spettacolo, ricerca e divulgazione, lasciando un’impronta rilevante nella storia della subacquea moderna.