
Il confronto su sicurezza, proteste e gestione dell’ordine pubblico si è acceso in diretta a 4 di Sera, su Rete 4. Al centro della discussione, le tensioni nate dopo i disordini di Bologna e il rapporto sempre più delicato tra politica, manifestazioni di piazza e forze dell’ordine. Un botta e risposta netto ha contrapposto l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani e il sindacalista di polizia Pasquale Griesi.
Bersani a 4 di Sera: il dibattito sui disordini di Bologna
Nel corso della trasmissione, Bersani è intervenuto sui disordini avvenuti a Bologna dopo la morte del tunisino Fakir durante un intervento della polizia. La discussione si è concentrata sulla presenza di gruppi estremisti nei cortei e sulla possibilità che le forze politiche prendano le distanze, o intervengano, rispetto alle frange più violente.
All’ex leader del Partito Democratico è stato chiesto perché, in occasione di iniziative riconducibili alla sinistra, gruppi radicali finiscano talvolta per unirsi alle manifestazioni. Bersani ha respinto l’impostazione del quesito, sostenendo che non possa essere attribuito ai partiti il compito di contenere o neutralizzare chi compie violenze.

La posizione di Pier Luigi Bersani sulla sicurezza
Secondo Pier Luigi Bersani, la prevenzione e il contrasto dei fenomeni violenti competono allo Stato, alle strutture incaricate della sicurezza e alle forze dell’ordine. L’ex ministro ha ricordato che a Bologna sarebbe presente da tempo una componente particolarmente aggressiva, attiva anche al di fuori delle mobilitazioni più rilevanti.
Bersani ha quindi sostenuto che la sinistra non possa essere trasformata in un soggetto deputato al controllo delle piazze. Nel suo intervento ha criticato le politiche sulla sicurezza degli ultimi anni, affermando che la propaganda non avrebbe portato a un effettivo miglioramento del quadro e richiamando il tema dello Stato di diritto.
L’ex segretario dem ha inoltre evocato il rischio di una deriva assimilabile a un modello da “Far West”, citando anche il modello Trump. Le sue parole hanno riacceso il confronto sulla distanza tra il dibattito politico e le difficoltà operative che si registrano quotidianamente sul territorio.
“Contro la polizia c’è un preconcetto ideologico: ad ogni operazione scatta l’attacco in automatico”
— 4 di sera (@4disera) July 23, 2026
Pasquale Griesi a #4disera News pic.twitter.com/BwiAR4sxy8
La replica di Pasquale Griesi e del sindacato FSP
Alla posizione di Bersani ha risposto Pasquale Griesi, segretario del sindacato FSP Polizia di Stato, collegato durante la stessa puntata. Griesi ha affrontato anche il tema delle bodycam utilizzate dagli agenti, osservando che il nodo principale, a suo giudizio, non sarebbe rappresentato dagli strumenti tecnologici, ma dal clima di diffidenza nei confronti della polizia.
Il rappresentante sindacale ha parlato di un pregiudizio ideologico che colpirebbe gli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico e nelle attività quotidiane. Gli agenti, ha spiegato, non chiederebbero che altri svolgano il loro lavoro, ma di poter operare senza essere considerati preventivamente responsabili o messi sotto accusa.
Sicurezza e forze dell’ordine: il confronto resta aperto
Nel finale del suo intervento, Griesi ha sostenuto che le vicende in cui perdono la vita appartenenti alle forze dell’ordine riceverebbero spesso un’attenzione pubblica inferiore rispetto ad altri casi. Secondo il segretario FSP, il dibattito politico rischierebbe di non cogliere fino in fondo la realtà affrontata dagli agenti nelle strade.
Il confronto tra Bersani e Griesi riporta così al centro una questione che continua a dividere: la tutela del diritto di manifestare, la necessità di isolare le violenze e le condizioni nelle quali operano le forze di polizia. Temi sui quali il dibattito istituzionale e politico resta aperto, mentre l’attenzione rimane alta dopo gli episodi registrati a Bologna.