
Un viaggio capace di unire spiritualità, cultura, paesaggio e sviluppo dei territori, seguendo le tracce lasciate da una delle figure italiane più conosciute nel mondo. È stato presentato nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri il progetto “Il Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce”, destinato a riunire in un unico grande itinerario nazionale i numerosi percorsi legati alla vita del Santo di Assisi e alla storia dell’Ordine francescano.
La conferenza stampa è stata introdotta e moderata da Marco Villani, vicesegretario generale della Presidente del Consiglio dei ministri. Alla presentazione hanno partecipato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella, il presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi Davide Rondoni e Padre Francesco Piloni Ofm Assisi, componente del Comitato d’indirizzo dell’Associazione Vie e Cammini di Francesco.
L’annuncio arriva a pochi giorni dalla visita di Papa Leone ad Assisi, prevista in occasione del Go! Franciscan Youth Meeting. Il nuovo progetto nasce infatti nel pieno delle iniziative dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco e punta a trasformare una costellazione di percorsi già esistenti in una proposta riconoscibile, coordinata e accessibile sia ai pellegrini sia ai viaggiatori interessati al patrimonio storico, ambientale e culturale dei territori attraversati. L’obiettivo del Comitato nazionale è stato quello di costruire una visione organica dell’eredità francescana, mettendo in comunicazione luoghi, comunità e itinerari che fino a oggi erano spesso presentati separatamente. Il Cammino non viene quindi concepito come la creazione di una sola nuova strada, ma come la sintesi unitaria dei numerosi tracciati ispirati ai passaggi di San Francesco e agli avvenimenti che hanno segnato lo sviluppo dell’Ordine francescano.
È nella dimensione complessiva del progetto che emerge la portata dell’iniziativa. Il Cammino di Francesco raggiunge infatti un’estensione totale di 1.546 chilometri, comprendendo direttrici principali, varianti e bretelle. La rete attraversa sei regioni italiane: Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Tutte le tratte sono percorribili a piedi e convergono verso un’unica destinazione finale, Assisi. I diversi percorsi non sono stati selezionati soltanto sulla base della loro attrattività paesaggistica o turistica. Ogni tratto è stato sottoposto a una validazione storico-critica realizzata dal Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Il progetto vuole così offrire ai camminatori un’esperienza coerente con le vicende del Santo, con la diffusione del francescanesimo e con i luoghi nei quali il suo messaggio ha lasciato testimonianze ancora riconoscibili.

Un ulteriore passaggio decisivo riguarda la presenza del Cammino di Francesco su Italia.it, la piattaforma ufficiale dedicata alla promozione turistica del Paese. L’inserimento è il risultato del lavoro condotto dal Ministero del Turismo insieme all’Associazione Vie e Cammini di Francesco e consente all’itinerario di assumere il valore di prodotto turistico di rilievo nazionale, con una visibilità destinata anche ai mercati internazionali. Attraverso il portale e l’app di Italia.it, i viaggiatori potranno consultare mappe, itinerari e contenuti utili per pianificare le diverse tappe.
A sottolineare il valore turistico, economico e identitario dell’iniziativa è stato il ministro Gianmarco Mazzi, che ha annunciato anche il coinvolgimento di Andrea Bocelli nella campagna di promozione internazionale. “Con la nascita del ‘Cammino di Francesco’ l’Italia si arricchisce di un grande itinerario spirituale che si snoda per oltre mille chilometri, attraverso i luoghi e i valori che hanno reso San Francesco figura di riferimento mondiale. Lo facciamo nell’anno delle celebrazioni per l’ottavo centenario dalla sua morte e della candidatura del presepe a patrimonio dell’umanità e in occasione della visita del Papa ad Assisi per l’incontro con i giovani, il prossimo 6 agosto. È l’Italia che si fa cammino. È l’anima della Nazione che si racconta al mondo attraverso Francesco. Il turismo spirituale è per noi una grande opportunità. È turismo lento, diffuso, sostenibile, in continua crescita, il più ricercato dai viaggiatori. Porta le persone nei borghi, nelle aree interne, nelle comunità. Destagionalizza, genera lavoro, tiene vivi i territori. Per questo il Ministero del turismo si impegnerà sempre più nella proposta etica dei cammini spirituali. Al nostro fianco Andrea Bocelli che ha donato la voce allo spot istituzionale del Ministero del turismo per il lancio mondiale del Cammino di Francesco”.
Il progetto viene quindi presentato non soltanto come un’iniziativa religiosa, ma anche come uno strumento per sostenere il turismo lento, distribuire i flussi lontano dalle destinazioni più affollate e creare nuove opportunità per borghi e aree interne. La possibilità di percorrere il Cammino in momenti diversi dell’anno può inoltre favorire la destagionalizzazione, offrendo alle comunità attraversate una presenza più costante di viaggiatori, pellegrini e visitatori.
Il sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella ha insistito sul legame tra la figura di San Francesco e alcuni dei valori che continuano a definire l’identità italiana. “Promuovere il ‘Cammino di Francesco’ rappresenta un investimento sulla cultura, sul turismo lento, sulla sostenibilità e sullo sviluppo dei territori. San Francesco d’Assisi è Patrono d’Italia non solo per la grandezza della sua testimonianza religiosa, ma perché incarna valori che appartengono all’identità più profonda del nostro Paese. Il suo amore per il creato, la vicinanza agli ultimi, il dialogo con chi è diverso e la scelta della pace come via di convivenza continuano a parlare anche alla società contemporanea. È questo il significato più autentico di questo progetto: unire luoghi, istituzioni e persone attorno a un patrimonio comune, facendo della cultura uno strumento di coesione nazionale e di dialogo internazionale”.
Davide Rondoni ha invece ricordato il lungo lavoro necessario per armonizzare i diversi percorsi e restituire ai camminatori un progetto unitario. “Dopo un lavoro paziente di cui ringrazio tutti prende avvio uno dei grandi progetti su cui come Presidente ho impegnato il Comitato Nazionale per gli Ottocento anni dalla morte di san Francesco. Armonizzare la proposta del Cammino di Francesco è non solo un atto di rispetto verso tutti coloro che vi sono coinvolti – specie i camminatori- ma soprattutto verso il Santo e Patrono. Meglio avere patroni in cielo che padroni sulla terra per camminare più liberi e in pace”. Così Rondoni, presidente dell’Associazione del Cammino di Francesco.
Alla dimensione organizzativa e istituzionale si affianca quella più intima del pellegrinaggio, descritta da Padre Francesco Piloni Ofm Assisi. “Il Cammino di Francesco non è un semplice itinerario geografico, ma un’esperienza di profonda trasformazione interiore che, passo dopo passo, lavora dentro le persone e ne cambia lo sguardo, svelando un orizzonte inaspettato. Mettersi oggi sui passi di San Francesco apre ad accogliere tre grandi doni: Il dono spirituale: Uno spazio intimo e libero per fare silenzio, ascoltare sé stessi e il Vangelo, sperimentando un’essenzialità che alleggerisce non solo lo zaino, ma anche l’anima. Davvero chi cerca sé stesso incontra Dio! Il dono ambientale: Un’immersione totale nella meraviglia del creato, che non è più solo un paesaggio da attraversare, ma un richiamo vivo a custodire la casa comune con rispetto. Il dono culturale: L’incontro lento e autentico con un inestimabile patrimonio di arte, storia e relazioni umane, custodito dalle comunità locali e dai borghi. Vivere in questo mondo ‘come pellegrini e forestieri’ imparando ad attraversare il tempo e lo spazio lasciando, lungo la strada, tracce incancellabili di bellezza, giustizia, verità e fraternità”.
Nel suo intervento conclusivo, Marco Villani ha collegato la nascita del Cammino anche alle altre iniziative sostenute dal Comitato nazionale, tra cui il ritorno del 4 ottobre come festa nazionale. “Ho la fortuna di ricoprire il ruolo di Segretario del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco fortemente voluto e sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Tra le iniziative più significative promosse dal Comitato, oltre ad aver auspicato e promosso il ritorno del 4 ottobre quale festa nazionale dopo quasi mezzo secolo, c’è il Cammino di Francesco, un patrimonio spirituale, culturale e umano che continua a trasmettere il messaggio del Santo attraverso il pellegrinaggio terreno, il viaggio, l’incontro e la fraternità. Nella profonda umiltà del Santo leggo un’esplosione di gioia e un insegnamento ancora attuale per chi è chiamato a servire il bene comune: quando l’impegno nelle istituzioni è guidato dal senso di responsabilità, dalla preghiera e dall’attenzione verso altri, diventa parte di un disegno più grande, una testimonianza fattiva capace di generare valore per le comunità e per le generazioni future; questo è l’impegno dei servitori dell’attuale Governo”.
Con la nascita del Cammino di Francesco, l’Italia prova dunque a raccogliere in un’unica rete nazionale un patrimonio fatto di sentieri, santuari, borghi, opere d’arte, paesaggi e comunità. Un percorso fisico di oltre 1.500 chilometri, ma anche un viaggio simbolico che, attraversando sei regioni e arrivando ad Assisi, punta a consegnare ai camminatori contemporanei un messaggio fondato sulla pace, sulla fraternità, sulla cura del creato e sull’incontro con gli altri.