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Travolse con la sua auto un bimbo: zero giorni in carcere e ora va ai servizi sociali. E Roggero…

roggero condannato di pietro domiciliari

L’ex youtuber di The Borderline Matteo Di Pietro è stato affidato ai servizi sociali a tre anni dall’incidente avvenuto all’Axa Casal Palocco, tra Roma e Ostia. Al volante di una Lamborghini Urus, travolse una Smart sulla quale viaggiavano una donna e due bambini. Il più piccolo, di 5 anni, morì nell’impatto. Di Pietro era con quattro amici e partecipava a una sfida per i social.

Il suv viaggiava a 120 chilometri orari in un tratto con limite di 50. Nel gennaio 2024 il giovane ha patteggiato 4 anni e 4 mesi per omicidio stradale e lesioni stradali. Dopo gli arresti domiciliari, iniziati il 23 giugno 2023 e terminati lo scorso luglio, il Tribunale di Sorveglianza ha disposto un programma di recupero di 15 mesi. Non potrà uscire dalle 22 alle 7, mentre di giorno potrà muoversi.

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Il confronto con il caso Mario Roggero

La decisione riaccende il confronto con Mario Roggero, condannato a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo. La Cassazione ha respinto il ricorso, rendendo esecutive le provvisionali per 480mila euro. Dopo la sentenza, i legali hanno annunciato che il gioielliere “si costituirà già oggi, non attenderà”.

I fatti risalgono al 28 aprile 2021. Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli morirono, mentre Alessandro Modica rimase ferito, dopo la rapina alla gioielleria di Grinzane Cavour. I giudici hanno escluso la legittima difesa: Roggero inseguì i banditi nel parcheggio e sparò contro la loro auto quando il pericolo era cessato. Nelle motivazioni d’appello si legge: “L’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa”.

La delusione dei difensori e l’ipotesi Strasburgo

“Siamo assolutamente sorpresi, estremamente delusi. Il ricorso era estremamente articolato. Ritenevamo che ci fossero buone speranze di ottenere una sentenza favorevole. Quello che possiamo dire è che possiamo solo attendere queste motivazioni, cercare di capire dove abbiamo sbagliato”. Così gli avvocati del gioielliere, in attesa delle ragioni della Cassazione.

“Probabilmente potrebbe esserci qualche strascico a Strasburgo, alla Corte Europea dei diritti dell’uomo”. I legali valuteranno “se attraverso la lettura delle motivazioni, la Corte europea dei diritti dell’uomo invece individuerà in quegli elementi che abbiamo sottoposto alla Corte di Cassazione qualcosa che ci riporti ad ottenere giustizia”. E ribadiscono che “qualunque ulteriore iniziativa che ci sarà presuppone che si leggano le motivazioni della sentenza”.

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