
Gli equilibri politici nazionali continuano a muoversi, anche se senza scossoni capaci di modificare radicalmente i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. La nuova media dei sondaggi elaborata da Termometro politico mostra un centrodestra ancora competitivo e registra una nuova crescita per il principale partito della coalizione di governo.
Fratelli d’Italia sale infatti al 27,5 per cento, confermandosi nettamente la prima forza politica del Paese. Un risultato positivo anche per Giorgia Meloni, che continua a mantenere il proprio partito su livelli elevati nonostante il trascorrere della legislatura e le difficoltà legate all’azione di governo.
All’interno della maggioranza avanza anche la Lega, che raggiunge il 6,1 per cento. A perdere qualche decimale è invece Forza Italia, scesa al 7,7 per cento. La flessione degli azzurri appare comunque contenuta e non sembra incidere in maniera significativa sulla tenuta complessiva dello schieramento.
Sommando i consensi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, il centrodestra si collocherebbe infatti tra il 42 e il 43 per cento. A questo dato andrebbe inoltre aggiunto il risultato di Noi moderati, non incluso nella media presa in esame ma generalmente accreditato di circa l’1 per cento.
La novità più significativa riguarda però Futuro Nazionale. La formazione guidata dall’ex generale Roberto Vannacci arretra al 6,8 per cento e registra la prima battuta d’arresto degli ultimi quattro mesi. Dopo una fase caratterizzata da una crescita costante, il partito compie dunque un passo indietro, lasciando ancora aperta l’incognita sul suo futuro posizionamento nel sistema politico e sui rapporti con le altre forze del centrodestra.
Sul fronte dell’opposizione torna a crescere il Partito democratico, che raggiunge il 21,1 per cento. Rimane invece sostanzialmente stabile il Movimento 5 Stelle, fermo al 13 per cento. La formazione guidata da Giuseppe Conte non sembra quindi aver subito conseguenze particolarmente rilevanti dopo le critiche e gli attacchi arrivati dal fondatore Beppe Grillo.
Arretra anche Alleanza Verdi e Sinistra, il partito guidato da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che scende al 6,2 per cento. Nell’area centrista cresce invece Italia viva: la formazione di Matteo Renzi raggiunge il 2,5 per cento, mentre +Europa cala fino all’1,4 per cento.
Considerando insieme tutte le forze riconducibili al cosiddetto campo largo, l’area progressista e centrista potrebbe arrivare complessivamente intorno al 44 per cento. Si tratta tuttavia di una somma teorica, possibile soltanto includendo tutti i partiti e ipotizzando la nascita di un’alleanza unitaria che, sul piano politico, continua a presentare differenze e divisioni ancora difficili da superare.