
Dietro gli impegni di Palazzo Chigi, i viaggi internazionali e le riunioni istituzionali, Giorgia Meloni racconta anche la difficoltà di custodire il tempo da dedicare alla figlia Ginevra. In una recente intervista, la presidente del Consiglio ha descritto il peso emotivo di una domanda ricevuta dalla bambina, ormai vicina all’adolescenza, sullo spazio che il lavoro occupa nella vita della madre.
La guida del governo comporta un’agenda scandita da incontri, telefonate, vertici e trasferte, con margini inevitabilmente ridotti per la dimensione privata. Secondo quanto raccontato dalla premier, Ginevra ha iniziato a cogliere con maggiore consapevolezza la particolarità del suo incarico e le conseguenze che questo produce nella quotidianità familiare. Alla domanda sul motivo per cui il lavoro della madre richieda così tante ore, Meloni ha detto di aver provato una forte emozione. La presidente del Consiglio ha sintetizzato quella reazione con un’espressione personale: “Mi ha fatto venire il cuore come una nocciolina“. Un passaggio nel quale il ruolo istituzionale lascia spazio al rapporto tra madre e figlia.

Meloni ha inoltre spiegato che, in alcune circostanze, porta Ginevra con sé durante trasferte di lavoro all’estero. Si tratta, ha precisato, di occasioni limitate, soprattutto quando gli impegni impongono permanenze fuori dall’Italia di tre o quattro giorni. La scelta viene valutata anche in relazione alla necessità di non sottrarre giorni alla scuola della figlia. Nel racconto della premier, le persone incontrate durante le missioni istituzionali reagirebbero con naturalezza alla presenza della figlia. Meloni ha riferito in particolare di cogliere, da parte di altre donne, segni di comprensione che non richiederebbero ulteriori spiegazioni.
Il tema affrontato è quello della conciliazione tra maternità e lavoro. La presidente del Consiglio ha ribadito che una donna non dovrebbe essere posta davanti alla scelta tra la cura dei figli e il proprio percorso professionale. Una questione che, nel suo caso, si lega alla visibilità pubblica e alla complessità degli impegni connessi alla guida dell’esecutivo. La stessa esigenza emerge nel riferimento alle vacanze estive. Meloni ha spiegato di cercare alcuni giorni di maggiore normalità, lontano dagli appuntamenti politici e dall’attenzione costante di fotografi e giornalisti. L’obiettivo indicato è poter vivere, almeno per un periodo circoscritto, il rapporto con Ginevra senza i vincoli imposti dall’agenda istituzionale.
Tra le priorità personali espresse dalla premier figura il desiderio di trascorrere tempo lento con la figlia: momenti senza orari rigidi, senza la necessità di controllare continuamente l’orologio e senza dover rinviare un gioco o una conversazione a causa di un impegno di lavoro. Meloni ha così evidenziato una delle difficoltà della propria condizione: occuparsi ogni giorno di decisioni che incidono sulla vita del Paese e, allo stesso tempo, non riuscire sempre a garantire alla figlia una presenza costante. Le vacanze rappresentano, in questa prospettiva, un tentativo di recuperare una parte del tempo che manca durante l’anno.

Nell’intervista è emersa anche la preoccupazione per l’avvicinarsi di Ginevra all’adolescenza. Meloni ha richiamato l’attenzione sul rapporto con social network, smartphone e schermi, strumenti sempre più centrali nella vita dei ragazzi. La premier ha citato anche l’intelligenza artificiale, manifestando cautela sugli utilizzi che possono riguardare una ragazza della sua età.
Accanto alla sfera familiare, la presidente del Consiglio ha ammesso di avvertire la stanchezza dopo gli anni trascorsi alla guida del governo, precisando tuttavia di non essersi mai risparmiata. Nel colloquio ha affrontato anche temi politici, dal possibile rimpasto alle dinamiche nel centrodestra e alla posizione su Roberto Vannacci. Per l’estate, però, le intenzioni indicate appaiono più semplici: dedicarsi a Ginevra, leggere un romanzo e ritrovare il tempo per il burraco. Al centro del racconto resta la domanda della figlia, che ha riportato l’attenzione sulla difficoltà, comune a molte famiglie, di tenere insieme responsabilità professionali e vita privata.