Vai al contenuto

“Situazione preoccupante”. Mattarella, l’annuncio è appena arrivato: italiani in ansia

Le crisi che attraversano il mondo non possono più essere affrontate entro i confini dei singoli Stati. Dal clima alla salute, dalle risorse strategiche all’Intelligenza Artificiale, cresce la necessità di decisioni condivise. Ma, mentre questa esigenza diventa più evidente, nelle relazioni internazionali riaffiorano spinte opposte: competizione, minacce e ricorso alla forza. È l’allarme lanciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel messaggio inviato al Forum Ambrosetti, il capo dello Stato ha richiamato l’attenzione delle istituzioni e del mondo economico su uno scenario globale sempre più complesso. Mattarella ha indicato la cooperazione tra Paesi come condizione essenziale per affrontare problemi che, per natura, superano le frontiere nazionali.

Il presidente ha citato il cambiamento climatico, le emergenze sanitarie di carattere pandemico, la disponibilità di energia, cibo e acqua, oltre alle conseguenze prodotte dallo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. Questioni diverse ma legate fra loro, che richiedono strumenti comuni e una capacità di dialogo stabile tra gli Stati.

Mattarella al Forum Ambrosetti: le sfide globali richiedono cooperazione

«Si amplia repentinamente il novero delle sfide globali la cui soluzione richiede maggiore cooperazione tra gli Stati», ha osservato Mattarella. Nel suo messaggio, il Quirinale ha così posto al centro il tema dell’interdipendenza: le principali emergenze contemporanee non possono essere risolte attraverso iniziative isolate.

La necessità di una risposta internazionale coordinata riguarda tanto i beni materiali quanto quelli immateriali. L’accesso alle risorse energetiche, alimentari e idriche si intreccia infatti con la gestione delle nuove tecnologie e con gli effetti economici e sociali dell’innovazione digitale.

Accanto a questa esigenza, tuttavia, Mattarella ha evidenziato un segnale di segno contrario. Secondo il presidente della Repubblica, nello scenario internazionale sta tornando a manifestarsi una logica fondata sulla contrapposizione e sul controllo delle risorse.

«Preoccupante tendenza» al ritorno delle politiche di potenza

Il capo dello Stato ha parlato di una «pretesa predatoria» delle risorse disponibili, materiali e immateriali, collegandola a una preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza. Un passaggio che descrive il rischio di controversie affrontate non attraverso il confronto diplomatico, ma con la minaccia o con l’uso della forza.

«Si affaccia nuovamente una pretesa predatoria delle risorse esistenti, materiali e immateriali, con una preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza, con la minaccia, quando non l’uso, della forza».

Il ragionamento di Mattarella mette in luce una contraddizione che attraversa l’attuale quadro geopolitico. Da una parte aumentano i dossier che impongono collaborazione e responsabilità condivise; dall’altra riemergono dinamiche di competizione tra potenze, capaci di rendere più fragili gli equilibri internazionali.

Il riferimento riguarda la gestione delle risorse strategiche, ma anche il metodo con cui vengono affrontate le controversie tra Stati. Per il presidente, il ritorno della forza come strumento di pressione rappresenta un elemento di particolare criticità in un contesto già segnato da tensioni e instabilità.

Il ruolo dell’Unione Europea secondo Sergio Mattarella

Nel messaggio al Forum Ambrosetti, Mattarella ha dedicato un passaggio specifico all’Unione Europea, indicandola come una delle più rilevanti esperienze di condivisione della sovranità tra Paesi. Un modello costruito su valori comuni e sulla scelta di superare conflitti che, per secoli, hanno diviso il continente.

«L’Unione Europea costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro».

Il presidente della Repubblica ha sottolineato i risultati del processo di integrazione europea, ricordando come l’Unione abbia garantito pace, diritti e prosperità a Stati che hanno alle spalle una lunga storia di guerre e rivalità. Risultati che Mattarella ha definito indiscutibili.

Secondo il capo dello Stato, proprio questi successi spiegano anche la persistente attrattiva dell’Europa, nonostante le difficoltà e le pressioni che investono il progetto comunitario. Il messaggio si chiude dunque con un richiamo netto: davanti alle sfide globali, la cooperazione resta necessaria, mentre il ritorno alle politiche di potenza costituisce un rischio da non sottovalutare.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure