
Le esequie di Stato di Emma Bonino si sono svolte il 15 settembre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, con una cerimonia laica che ha riunito le più alte istituzioni e rappresentanti di schieramenti politici diversi. Al centro della commemorazione, il feretro accompagnato dalla bandiera dell’Unione Europea, emblema dell’impegno europeista che ha segnato una parte rilevante della lunga vicenda pubblica della leader radicale.
Per oltre cinquant’anni Bonino ha rappresentato una presenza costante nella politica italiana ed europea, distinguendosi per le campagne sui diritti civili, sull’autodeterminazione delle donne, sulla pena di morte e sull’integrazione europea. Un percorso iniziato negli anni Settanta nell’area radicale e proseguito attraverso incarichi nelle istituzioni nazionali e comunitarie, fino al ruolo di commissaria europea e ministra degli Esteri.
La partecipazione registrata in Campidoglio ha restituito l’immagine di un omaggio istituzionale trasversale, rivolto a una protagonista capace di suscitare divisioni politiche ma anche di affermare un ruolo riconosciuto oltre gli schieramenti. Per consentire al pubblico di seguire la cerimonia anche dall’esterno della sala, in piazza del Campidoglio è stato allestito un maxischermo.

Ad aprire la commemorazione sono state Carla Taibi, assistente di Bonino per molti anni, e Filomena Gallo. Sono seguiti gli interventi di Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, mentre le conclusioni sono state affidate a Romano Prodi ed Enrico Letta. Durante il governo guidato da Letta, Bonino aveva ricoperto l’incarico di ministra degli Affari esteri.
L’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dal picchetto d’onore e dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ha dato avvio ufficialmente alle esequie. Alla cerimonia ha preso parte anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a conferma della rilevanza istituzionale attribuita all’ultimo saluto alla storica esponente radicale.

Tra le personalità segnalate dalle cronache figurano i ministri Carlo Nordio e Marina Calderone, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, oltre a Massimo D’Alema, Paolo Gentiloni e Giuseppe Conte. Hanno partecipato inoltre Carlo Calenda, Matteo Renzi, Mario Monti, Angelo Bonelli, Roberto Giachetti e Maria Elena Boschi.
La presenza di esponenti di maggioranza e opposizione, con percorsi e posizioni spesso distanti, ha caratterizzato la giornata in Campidoglio. L’omaggio ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, della politica e numerosi cittadini, riuniti attorno a una figura che ha attraversato decenni di dibattito pubblico italiano.
Nell’elenco delle personalità presenti riportato dalle cronache disponibili non compare il nome di Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e segretario della Lega. Sulla base delle informazioni indicate, il leader leghista non risulta avere preso parte personalmente ai funerali di Stato di Emma Bonino.
Non sono state riportate, allo stato delle informazioni disponibili, motivazioni pubbliche legate alla mancata partecipazione. L’assenza viene quindi rilevata esclusivamente dal confronto con i nomi dei presenti e non consente di attribuire una ragione politica o personale alla decisione.
La cerimonia si è chiusa con l’immagine del feretro accompagnato dai colori dell’Europa, delle autorità riunite nella Sala della Protomoteca e di una partecipazione ampia nel cuore delle istituzioni romane. L’ultimo saluto a Emma Bonino ha così richiamato la dimensione pubblica di una carriera costruita attorno a battaglie civili e politiche che hanno segnato il dibattito italiano ed europeo.