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“Una vergogna!”. Prodi senza freni contro Meloni: lo ha detto davvero

Il confronto politico torna a concentrarsi sulle misure fiscali, sulle alleanze politiche in vista delle prossime elezioni e sul ruolo dell’Italia in Europa. Al centro del dibattito c’è anche l’abolizione del bollo auto per il 2027 prevista per le vetture e le moto con meno di 81 kW, una misura che ha suscitato reazioni differenti tra le forze politiche.

Tra le voci critiche c’è quella di Romano Prodi, intervenuto a Piazzapulita su La7. L’ex presidente del Consiglio ha contestato il provvedimento del governo guidato da Giorgia Meloni, concentrando le sue critiche sulla platea dei beneficiari e sull’effettivo impatto della misura sui bilanci delle famiglie italiane.
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Prodi: «Il bollo elettorale è una vergogna»

Nel corso dell’intervista, Prodi ha definito l’abolizione del bollo una misura che, a suo giudizio, non sarebbe sufficientemente mirata verso le famiglie che hanno maggiori difficoltà economiche.

«Il bollo elettorale piace alla gente perché dice che paga meno tasse, ma è una vergogna» spiega Prodi in collegamento con Piazzapulita. «È un bonus, non viene dato a chi ne ha bisogno ma a chi ha la macchina piccola, che hanno anche in centro città. è come l’Ici sulla casa di Berlusconi: si dà a tutti, è un bonus elettorale. Ma per una famiglia serve altro, 15 euro di bonus (al mese, ndr) le aggiustano il bilancio?».

Il riferimento dell’ex premier è dunque all’effetto concreto che il provvedimento potrebbe avere sulle famiglie. La sua critica riguarda soprattutto il carattere generalizzato dell’intervento e la scelta di collegare il beneficio alla potenza del veicolo anziché, nella sua valutazione, alle condizioni economiche dei nuclei familiari.

Il tema del bollo auto si è inserito nel corso dell’intervista in una riflessione più ampia sulle prospettive politiche del centrodestra e sui rapporti tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci.

Il rapporto tra Meloni e Vannacci

Dal tema delle tasse il ragionamento di Prodi si è spostato sulle alleanze politiche. L’ex presidente del Consiglio ha utilizzato ancora l’espressione «bollo» per descrivere quello che considera il possibile rapporto politico tra Meloni e Vannacci.

«Come c’è “il bollo elettorale” per Meloni “c’è il bollo Vannacci”. “Fino alle elezioni lo tieni lì, e poi dopo ti allei quando ne hai bisogno” dice il federatore dell’Ulivo».

Prodi ha quindi sostenuto che tra la presidente del Consiglio e Vannacci esista un legame che potrebbe avere un peso nelle dinamiche elettorali.

«Vannacci è legato a Meloni, e Meloni a Vannacci, il loro legame è necessario quando vogliono vincere le elezioni e quindi indissolubile. Che venga poi messo in atto prima o dopo le elezioni, dipenderà da come vanno i soldati, i rapporti, però uno fa parte dell’altro».

Si tratta di una valutazione politica espressa da Prodi nel corso dell’intervista, nell’ambito del suo ragionamento sulle possibili alleanze e sugli equilibri del centrodestra.

La critica alla politica europea

L’intervento di Prodi ha riguardato anche la politica estera e il ruolo dell’Italia all’interno dell’Unione europea. L’ex presidente del Consiglio ha espresso particolare preoccupazione per l’avanzata di AfD in Germania, collegando lo scenario tedesco agli equilibri futuri dell’Europa.

Secondo Prodi, Giorgia Meloni avrebbe potuto svolgere un ruolo di collegamento tra i principali Paesi europei.

«Giorgia Meloni poteva essere la colla, la forza di congiunzione tra Francia e Germania» e non far fallire l’Unione europea, «ma oggi è il freno, perché non vuole la fine dell’unanimità, gioca al minimo comune multiplo dell’Europa, gioca all’Europa di basso profilo».

Anche in questo caso si tratta di una valutazione politica attribuita direttamente a Prodi. Il giudizio dell’ex premier riguarda la posizione del governo italiano rispetto agli equilibri europei e al rapporto tra i principali Paesi dell’Unione.

L’allarme sull’AfD

Il passaggio più netto dell’intervento riguarda però il possibile risultato dell’AfD alle prossime elezioni in Germania. Prodi ha evocato uno scenario che, nella sua lettura, avrebbe conseguenze profonde sull’assetto europeo.

L’ex presidente del Consiglio non ha escluso conseguenze estreme nel caso di una vittoria del partito tedesco e ha affermato: «l’Europa è finita e siamo finiti tutti noi».

Il tema dell’AfD si inserisce così nella più ampia riflessione di Prodi sul futuro dell’Unione europea e sulla posizione che l’Italia dovrebbe assumere nei rapporti con Francia e Germania. Le sue parole rappresentano una valutazione politica personale sul possibile sviluppo degli equilibri europei.

L’intervista a Piazzapulita ha quindi attraversato diversi temi: dall’abolizione del bollo auto alle possibili alleanze tra Meloni e Vannacci, fino alla politica europea e alla situazione tedesca. Al centro del ragionamento di Prodi resta la critica alle scelte dell’attuale governo e, più in generale, una riflessione sugli equilibri che potrebbero caratterizzare la politica italiana ed europea nei prossimi appuntamenti elettorali.

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