
Bollo auto e stop ai diesel Euro 5 tornano al centro dell’agenda del governo. Dopo il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede l’esenzione per le vetture entro una precisa soglia di potenza, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha indicato la volontà di ampliare la misura. Parallelamente, si riapre il confronto sul rinvio delle limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel.
Il decreto varato il 16 settembre stabilisce, a partire dal 2027, l’esenzione dal bollo per le auto fino a 80 kW. L’esecutivo punta a rendere l’intervento strutturale nella prossima legge di Bilancio, ma la soglia potrebbe non restare quella prevista oggi.

Bollo auto 2027, Salvini annuncia l’obiettivo oltre gli 80 kW
La possibile estensione dell’esenzione dal bollo auto riguarda proprio il limite di 80 kW. Come riportato da Leggo, Salvini ha spiegato che l’obiettivo della Lega, e auspica dell’intero governo, è superare questa soglia così da coinvolgere un numero più ampio di automobilisti.
Il ministro ha precisato che un eventuale aumento della potenza ammessa potrà essere definito soltanto nelle prossime settimane, attraverso la legge di Bilancio. Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i proprietari persone fisiche di almeno un veicolo fino a 80 kW sono oltre 24,6 milioni: una platea potenzialmente interessata dal beneficio previsto per il 2027.

Superbollo, l’ipotesi per auto usate da lavoratori e professionisti
L’intervento evocato da Salvini non riguarda soltanto il tributo ordinario. Il ministro ha aperto anche al tema del superbollo, ipotizzando misure rivolte a chi utilizza vetture di maggiore potenza per ragioni professionali e non per il possesso di auto di lusso.
«Non sto parlando ovviamente di uno sconto per Ferrari, Porsche e Maserati. C’è tanta gente che per lavoro ha un’auto più potente rispetto alla Panda. Penso a Ncc, tassisti, artigiani, agenti di commercio che pagano migliaia di euro di superbollo. Vorrei dare un primo segnale già nel 2027».
Le dichiarazioni delineano quindi un indirizzo politico, con l’ipotesi di distinguere fra veicoli potenti impiegati nell’attività lavorativa e auto di alta gamma. Al momento, tuttavia, non risulta approvata alcuna nuova soglia né una modifica già definita per il superbollo.
Salvini ha inoltre difeso la scelta dell’esecutivo sull’esenzione dal bollo, contestando le critiche delle opposizioni e ricordando che, a suo giudizio, in passato l’imposta era stata aumentata.
Diesel Euro 5, verso un nuovo rinvio dello stop
Un secondo dossier riguarda le limitazioni per i diesel Euro 5, tema particolarmente rilevante nelle Regioni del bacino padano. Un precedente intervento normativo aveva già rinviato al 1° ottobre 2026 l’avvio delle restrizioni strutturali per auto e veicoli commerciali diesel in specifiche aree, consentendo alle Regioni di predisporre misure compensative.
In Emilia-Romagna, ad esempio, il blocco strutturale atteso dal 1° ottobre è stato sospeso tramite tali misure. Secondo quanto riferito dall’ANSA, la decisione ha riguardato anche i principali centri urbani della regione e avrebbe interessato circa 90mila veicoli.
Ora il ministro annuncia l’intenzione di portare al prossimo Consiglio dei ministri un decreto contenente anche il rinvio dello stop. Intervenendo a Mattino 5, Salvini ha parlato di una norma pensata per dare «ossigeno» a centinaia di migliaia di persone per tutto il 2027, riferendosi alle limitazioni previste per i diesel Euro 5 in alcune zone d’Italia.
Il ministro ha collegato il provvedimento alle politiche ambientali europee, criticando quello che ha definito un approccio ideologico di Bruxelles. Per ora il nuovo rinvio resta un annuncio: tempi, contenuti e reale efficacia della misura dipenderanno dall’approvazione del decreto e dal successivo iter istituzionale.