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Garlasco, lunedì giustizia per Chiara? La famiglia Poggi ha rotto il silenzio

Tre giorni ancora, poi l’inchiesta su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi arriverà a un passaggio decisivo. La Procura di Pavia si avvicina alla chiusura delle indagini, mentre gli ultimi approfondimenti riaccendono l’attenzione sui rilievi effettuati nel 2007 e sugli elementi che gli inquirenti ritengono centrali nella nuova ricostruzione del delitto di Garlasco.

Nel frattempo il procuratore aggiunto Stefano Civardi, che coordina l’attività dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, ha ascoltato per oltre un’ora e mezza Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma. Il generale, opinionista televisivo e consulente genetico di Sempio nell’inchiesta del 2017 fino a pochi mesi fa, non ha fornito dettagli al termine dell’audizione: «Non posso rivelare alcunché», ha dichiarato.

Garlasco, la famiglia Poggi attende gli atti della Procura

La famiglia di Chiara Poggi ha fatto sentire la propria posizione attraverso l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale dei genitori della giovane. Il nodo, secondo il difensore, riguarda l’eventuale svolgimento di ulteriori accertamenti definiti “intermedi”, dei quali le persone offese non avrebbero ricevuto comunicazioni formali.

«Dipende dal fatto se la Procura abbia svolto ulteriori indagini “intermedie”, cosa che da fonti giornalistiche sembra avvenuta, ma ovviamente in questi mesi a noi nulla è stato notificato», ha spiegato Tizzoni. L’avvocato Francesco Compagna, che assiste Marco Poggi, ha richiamato invece scelte procedurali ritenute «quantomeno infrequenti», sottolineando che la famiglia resta in attesa.

Se gli accertamenti affidati ai consulenti della Procura fossero già conclusi e le risposte ai quesiti fossero state acquisite, il deposito degli atti potrebbe essere imminente. La scadenza fissata al 28 settembre, tuttavia, potrebbe slittare ancora, anche di alcune settimane o mesi, nell’ipotesi di ulteriori esigenze investigative.

Le vecchie indagini del Ris e l’impronta 33

L’audizione di Garofano arriva dopo quelle di altri carabinieri che nel 2007 erano in servizio al Ris di Parma e parteciparono ai rilievi, agli esami dattiloscopici e alle analisi genetiche. Quelle attività contribuirono all’inchiesta che portò alla condanna definitiva a 16 anni di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi.

I magistrati guidati dal procuratore Fabio Napoleone intendono ricostruire passaggi, competenze e criteri seguiti nelle prime indagini. Al centro vi sono anche elementi oggi considerati rilevanti nei confronti di Sempio, a partire dalla cosiddetta impronta 33: per il Ris, all’epoca, non era attribuibile, mentre la Procura pavese la ritiene riconducibile all’attuale indagato.

Secondo la prospettazione investigativa, la chiusura delle indagini potrebbe precedere una richiesta di rinvio a giudizio per Sempio. Resta ferma, in ogni caso, la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Perizie scientifiche e difese: cosa può accadere dopo il deposito

I termini dell’inchiesta scadono lunedì. Dopo il deposito, le parti – la difesa di Sempio, i legali della famiglia Poggi e Stasi, indicato come “terzo interessato” – potranno esaminare consulenze, intercettazioni e gli atti raccolti dalla Procura da maggio a oggi.

Tra i documenti attesi figurano le valutazioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che ha rivisto la dinamica e l’orario della morte di Chiara Poggi ed è stata incaricata di valutare la compatibilità fra il piede dell’indagato e l’impronta attribuita all’assassino. Sul piano genetico è atteso anche il lavoro di Carlo Previderé, chiamato a riesaminare le analisi eseguite dal Ris nel 2007.

Non risulta ancora depositata la consulenza dello psichiatra Roberto Catanesi, incaricato di esprimersi sulla capacità di intendere e di volere di Sempio e sulla sua eventuale pericolosità sociale. Dopo la notifica di chiusura delle indagini, i difensori del 38enne, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, avranno circa venti giorni per depositare memorie e richieste.

Parallelamente, durante l’estate i legali di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, hanno prodotto consulenze che ritengono importanti ai fini di una possibile richiesta di revisione del processo. Un’iniziativa che, secondo quanto emerso, potrebbe essere valutata anche dalla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni.

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