Si terranno lunedì 28 settembre i nuovi colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti, con il Qatar nel ruolo di mediatore. Secondo quanto riferito ad Axios da fonti informate, Doha farà da tramite tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’inviato del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff.
Il nuovo tentativo diplomatico arriva però in un clima ancora fortemente segnato dalle minacce reciproche. Trump ha infatti avvertito che una ripresa degli attacchi contro l’Iran «rimane un’opzione valida» qualora i colloqui non dovessero procedere nella direzione auspicata da Washington.
Araghchi: «Preferiamo la pace, ma siamo pronti alla guerra»
Da Teheran, Araghchi ha ribadito che l’Iran continua a preferire una soluzione diplomatica, ma si considera pronto a tornare al conflitto anche nel caso di un’escalation estrema. In un’intervista a Meet the Press della Nbc, il ministro ha parlato anche dell’eventualità di una «guerra apocalittica», insistendo però sulla necessità di non abbandonare il negoziato.
Tra le richieste iraniane restano lo sblocco dei beni congelati, la possibilità di vendere liberamente il petrolio e il rispetto degli impegni che, secondo Teheran, gli Stati Uniti avevano già assunto nei precedenti accordi.
Araghchi ha inoltre ricordato che Stati Uniti e Israele attaccarono l’Iran mentre erano ancora in corso negoziati durante la guerra dei dodici giorni dello scorso anno. Nonostante questo, ha spiegato, Teheran continua a considerare la diplomazia una strada da tentare. Il ministro ha anche precisato che, dopo il rifiuto di Trump dell’ultima proposta iraniana, l’Iran è ancora in attesa di una risposta ufficiale attraverso i mediatori.

L’esercito iraniano minaccia Trump e Netanyahu
A rendere ancora più teso il quadro sono le parole delle forze armate iraniane, che hanno minacciato direttamente Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il portavoce militare, generale di brigata Abolfazl Shekarchi, ha sostenuto che entrambi saranno chiamati a rispondere delle loro azioni anche dopo la fine della guerra e quando non ricopriranno più incarichi ufficiali.
Secondo Shekarchi, Teheran non intende dimenticare l’uccisione della Guida suprema iraniana e delle vittime civili del conflitto. Il generale ha definito Trump e Netanyahu «assassini e criminali di guerra», affermando che il momento della loro punizione arriverà «prima o poi».