
Orrore a Mirandola, nel Modenese, dove nella serata di giovedì 15 ottobre è stato scoperto un duplice omicidio dai contorni agghiaccianti. L’allarme è partito da una vicina di casa che, preoccupata perché non vedeva la coppia da tempo, ha chiamato le forze dell’ordine. Le indagini sono condotte dalla Polizia di Stato e coordinate dal pubblico ministero Marco Niccolini. Gli elementi raccolti le hanno orientate fin da subito verso l’ambito familiare.
Le vittime sono Vincenza Giannini, 74 anni, originaria di Bovino, e il marito Pier Ferdinando Casari, 82 anni, nato a San Felice sul Panaro. I coniugi abitavano in una casa di via Imperiale, trasformata all’improvviso nella scena di un delitto che ha sconvolto l’intera provincia.
Per la strage è stato fermato Daniele Tavoni, 54 anni, figlio della donna, con l’accusa di duplice omicidio volontario aggravato. L’uomo è piantonato all’ospedale Sant’Anna di Modena, in attesa delle decisioni della Procura. Gli inquirenti considerano molto pesanti gli elementi raccolti nei suoi confronti.

Soccorritori e agenti sono entrati nell’abitazione intorno alle 19.30 e si sono trovati davanti a una scena drammatica: i due anziani erano a terra, legati e senza vita. Agli investigatori è apparso subito chiaro di trovarsi di fronte a un delitto di violenza eccezionale.
Secondo gli accertamenti medico-legali, le vittime sono state uccise con numerose coltellate e poi decapitate. Gli uomini della Squadra Mobile hanno ritrovato le teste all’interno della stessa abitazione, riposte in alcune bacinelle.
L’attenzione del Commissariato di Mirandola si è concentrata da subito su Tavoni, che viveva in una casa accanto a quella della madre. L’uomo svolgeva lavori saltuari. Dieci anni fa aveva iniziato un percorso di salute mentale, interrotto nel 2019. Durante la perquisizione della sua abitazione, la polizia ha sequestrato diversi coltelli con evidenti tracce di sangue.
Mentre la Scientifica effettuava i rilievi nell’appartamento delle vittime, il sospettato è rimasto a lungo fuori dalla casa, in silenzio e in evidente stato confusionale. Il quadro indiziario è stato rafforzato dalle testimonianze di persone informate sui fatti, raccolte rapidamente dalla polizia giudiziaria.
Proprio dai racconti dei conoscenti emerge un possibile movente economico. Senza un lavoro stabile, il 54enne avrebbe chiesto spesso soldi alla coppia, provocando litigi e forti tensioni in famiglia. Al momento è l’ipotesi più accreditata, ma gli investigatori restano cauti in attesa di ulteriori riscontri.
Le due abitazioni sono state poste sotto sequestro e gli animali domestici della famiglia sono stati affidati ai servizi competenti. Ora la parola passa alla magistratura. La Procura chiederà al gip la convalida del fermo nell’udienza fissata per sabato 17 ottobre.

Il racconto del vicino
Un vicino di casa, rientrato dal lavoro intorno alle 20.30 di giovedì, ha raccontato così quei momenti: «Io ero appena tornato a casa dal lavoro alle 20.30 e ho visto i vigili del fuoco, polizia e ambulanze davanti alla via di casa. Poi mi ha chiamato mio fratello e mi ha detto che avevano ammazzato decapitandoli una coppia di anziani. È stato scioccante».
L’uomo spiega di non conoscere bene la famiglia: «Io non li conoscevo perché io e la mia compagna ci siamo trasferiti qui da nemmeno 2 mesi. Vedevo loro o il figlio quando portava fuori il cane, era sempre sulla ciclabile». E sul figlio aggiunge: «Apparentemente sembrava una persona tranquilla, anche se alcuni vicini dicevano che lo vedevano fuori in strada parlare da solo o urlare. Dicono avesse dei problemi». Le indagini proseguono senza sosta e nel massimo riserbo.
La sindaca: «Una tragedia che scuote nel profondo la comunità»
La sindaca di Mirandola, Letizia Budri, è in contatto con le forze dell’ordine fin dalle prime ore e attende aggiornamenti. All’Adnkronos ha dichiarato: «Questa è una tragedia che sta scuotendo nel profondo la nostra comunità, soprattutto per la dinamica. Poco fa ho parlato con il Questore e resto in attesa di aggiornamenti».
Un vicino, arrivato da poco nella zona, ha raccontato di aver visto spesso i coniugi nelle normali attività quotidiane e il figlio mentre portava a spasso il cane. Ha riferito di aver appreso da altri residenti delle difficoltà dell’uomo, ma di non conoscere direttamente la famiglia.
Un altro residente ha spiegato di essere rientrato dal lavoro attorno alle 20.30 e di aver trovato davanti alla strada mezzi di soccorso, vigili del fuoco e polizia. «È stato scioccante», ha detto, aggiungendo che il 54enne gli era sempre apparso tranquillo, nonostante alcune voci raccolte nel vicinato.
La sindaca Letizia Budri ha espresso la vicinanza dell’amministrazione e della città alle persone coinvolte. «Questa è una tragedia che sta scuotendo nel profondo la nostra comunità, soprattutto per la dinamica», ha dichiarato dopo aver avuto contatti con il questore.
Budri ha invitato a evitare ricostruzioni premature, sottolineando la necessità di attendere gli esiti delle indagini nel rispetto delle vittime, dei familiari e del lavoro delle forze dell’ordine. Il casolare di via Imperiale resta al centro degli accertamenti, mentre la magistratura punta a chiarire le ultime ore di vita di Vincenza Giannini e Pier Ferdinando Casari.
La ricostruzione giudiziaria è quindi ancora aperta. Gli accertamenti tecnici, le testimonianze e l’esame autoptico dovranno contribuire a definire responsabilità, movente e dinamica del duplice omicidio di Mirandola.