
La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio si estende in tutto il Sud Italia, dalla Campania alla Sicilia, passando per Puglia, Basilicata e Calabria. Mentre i mezzi pesanti presidiano strade, caselli e porti, il governo convoca un tavolo con le associazioni di categoria: la data fissata è il 27 ottobre al ministero dei Trasporti, ma il ministro Matteo Salvini sta lavorando per anticiparlo a martedì 20 ottobre. Altre notizie nella sezione carburanti.
Il tavolo e la richiesta di 80 milioni
Salvini ha convocato al Mit le associazioni del settore per il 27 ottobre e, secondo fonti del suo entourage, sta lavorando per anticipare l’incontro a martedì 20 ottobre, alla Prefettura di Milano. “Sono sicuro che se il ministero dell’Economia stanzierà le risorse che abbiamo chiesto nell’immediato, pari almeno a 80 milioni di euro, ci sarà una maggior serenità”, ha detto il ministro. Al momento non è stato annunciato un accordo e non risultano stanziati i fondi.
Meloni: “Siamo al lavoro per dare risposte”
“Siamo solidali con il settore dell’autotrasporto, che incontra grandi difficoltà, e siamo al lavoro per dare risposte”, ha dichiarato la premier Giorgia Meloni a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha parlato di “situazione insostenibile”, mentre il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha definito legittima la protesta.
Dove si protesta
Dalla Puglia alla Sicilia, dal Molise alla Calabria si svolgono presìdi e azioni. A Brindisi circa cinquecento tir hanno percorso la statale 379 in direzione Bari, creando rallentamenti, mentre ad Andria, dopo il blocco della tangenziale, la giunta comunale ha istituito un tavolo di crisi permanente. In Campania sono segnalati blocchi alle uscite autostradali, con code anche sulla Salerno-Reggio Calabria. In Sicilia le merci restano ferme nel porto di Palermo per lo sciopero. In Calabria la protesta proclamata da Fedralog proseguirà fino al 20 ottobre.
I blocchi dell’ex Ilva rimossi
Sono stati rimossi, invece, il blocco sulla statale 106 davanti alla raffineria Eni di Taranto e quello sulla statale 7 nei pressi dello stabilimento siderurgico, riconducibili ai lavoratori dell’ex Ilva. In Basilicata la protesta dei trasportatori si era incrociata con quel presidio, provocando l’effetto panico nei distributori: a Potenza e nei comuni vicini la maggior parte ha esposto il cartello “tutto esaurito”.
Le associazioni: “Servono misure concrete”
Assotir accoglie con favore il tavolo, ma chiede misure concrete. Per Claudio Riva di Confartigianato Trasporti è necessaria “la continuità del confronto con il governo”, mentre Mauro Concezzi di Cna chiede “risposte immediate” per evitare che la protesta dilaghi. Confartigianato parla di un “rischio concreto e imminente” di “paralisi totale della logistica”. Gli autotrasportatori siciliani lamentano di essere stati esclusi dalla convocazione.
Cosa non è ancora noto
Non sono ancora stati annunciati accordi, né se il governo accoglierà la richiesta delle associazioni. Il fermo nazionale, minacciato nei giorni scorsi da Unatras e Conftrasporto, non è stato proclamato.
Fonte: Rainews, LaPresse, Ansa, Il Mattino, Leggo.it, Sky TG24, Tgcom24