
Sono 271 le persone accompagnate in Questura a Milano dopo i disordini di sabato 17 e domenica 18 ottobre, secondo fonti del Dipartimento di pubblica sicurezza: 220 sono minorenni e 60 sono stranieri. Tra i più giovani ci sono ragazzi di 12 e 13 anni e, secondo Leggo, anche undicenni. Il quadro, e il coinvolgimento di giovanissimi, apre un dibattito su famiglie, scuola e prevenzione. Altre notizie nella sezione Milano.
I numeri
Dei 271 accompagnati in Questura, 174 sono stati sottoposti a fermo di prevenzione, la misura introdotta dall’ultimo decreto sicurezza. Nella sola giornata di domenica, circa 160 persone sono state portate in Questura, e circa l’80% era minorenne. Dopo gli scontri di sabato, secondo MilanoToday, sono state arrestate 32 persone, di cui 13 stranieri e 23 minorenni: il dato differisce da quello fornito in precedenza (12 arresti) e i numeri restano provvisori.
Le accuse e le richieste dei pm
La Procura di Milano ha chiesto il carcere per sei maggiorenni per devastazione e resistenza aggravata per le violenze di sabato e per altri cinque maggiorenni per quelle di domenica. Per i minorenni, la Procura per i minorenni ipotizza devastazione e saccheggio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Per tutti vale la presunzione di innocenza.
Da dove arrivano
Secondo la Polizia, i giovanissimi sono arrivati auto-organizzandosi dall’hinterland e dai quartieri periferici, e in piccoli gruppi. Leggo cita ragazzi provenienti da zone come il Corvetto e la Barona: sono singoli casi che non descrivono i fermati nel loro insieme, tra i quali figurano giovani di origine straniera e giovani italiani di nascita e di famiglia.
Il ruolo dei social
I video degli scontri e dei danneggiamenti, diffusi su social come Instagram e TikTok, possono raggiungere rapidamente un vasto pubblico, attirando altri ragazzi e favorendo fenomeni di emulazione. Tra i partecipanti, riferisce Leggo, molti indossavano caschi e passamontagna. Un ragazzo, raggiunto dai cronisti, avrebbe risposto a chi gli chiedeva di fermarsi: “No, domani ho scuola”.
Cosa prevede la legge per i più piccoli
In Italia chi ha meno di 14 anni non è imputabile penalmente (articolo 97 del Codice penale): per i dodicenni e i tredicenni non è prevista l’imputazione, ma l’autorità giudiziaria minorile può disporre misure di tutela e di sostegno. I minori tra 14 e 18 anni rispondono invece davanti al Tribunale per i minorenni, con pene ridotte. Inoltre l’articolo 2048 del Codice civile rende i genitori responsabili dei danni causati dai figli minorenni, salvo prova di non aver potuto impedire il fatto.
Una riflessione su famiglie, scuola e istituzioni
La presenza di ragazzi così giovani, osserva Leggo, impone una riflessione sul ruolo di famiglie, scuole e istituzioni. Alcuni servizi di consulenza per gli adolescenti, aperti anche ai ragazzi tra 12 e 17 anni, richiedono l’accompagnamento di un genitore o di chi ne fa le veci.
Tutela dei minorenni
Trattandosi di minorenni, non vengono diffuse le generalità né elementi che possano consentirne l’identificazione. Fermati e identificati non sono automaticamente responsabili degli scontri.
Fonte: Leggo.it, Il Fatto Quotidiano, MilanoToday, Adnkronos, Corriere Adriatico, Pressagency