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Blocco dei tir, rincari su frutta e verdura: prezzi record nei mercati

Pomodori e lattuga fino a 10 euro al chilo al banco, tre chili di radicchio a 15 euro: sono i prezzi segnalati dal Messaggero in alcuni mercati di Roma, dove la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti sta rallentando le forniture dal Sud. All’ingrosso, secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Centro Agroalimentare Roma (Car), i datterini rossi arrivano a 7,50 euro al chilo. Altre notizie nella sezione autotrasportatori.

I prezzi nei mercati

Nei mercati rionali romani, riferisce Il Messaggero, pomodori da sugo o da insalata possono costare fino a dieci euro al chilo, mentre un commerciante racconta che la lattuga è passata da 7 a 10 euro e che tre chili di radicchio costano 15 euro. Un dipendente segnala rallentamenti nelle consegne di zucchine, peperoni e pomodori, “il cui prezzo non accenna a diminuire”. Alcuni commercianti, riferisce il quotidiano, sostituiscono i prodotti italiani con ortaggi provenienti da Spagna, Paesi Bassi, Turchia e Albania, spesso a prezzi elevati. Si tratta di prezzi riferiti da singoli banchi, che possono variare da mercato a mercato.

I dati del Car all’ingrosso

Secondo i dati dell’Osservatorio del Car, diffusi il 20 ottobre, i pomodori siciliani ciliegini e piccadilly superano i 5 euro al chilo all’ingrosso, mentre i datterini rossi arrivano a 7,50 euro al chilo (un rialzo di circa il 200%, secondo alcune cronache). Il radicchio rosso è passato da 1,80 a 4,40 euro al chilo, con un aumento del 144%. Nei mercati rionali le zucchine sarebbero passate in pochi giorni da 3 a 6 euro al chilo e altre verdure da 3 a 5 euro.

I prodotti importati

A integrare l’offerta sono arrivati pomodori tondi a grappolo dall’Albania, a circa 2 euro al chilo, e peperoni spagnoli a 3,80 euro al chilo, in quantità però insufficienti a colmare il vuoto lasciato dai blocchi. Ad attenuare gli effetti contribuiscono le produzioni del Lazio e dell’Abruzzo, con ortaggi a foglia, pomodori, melanzane e zucchine.

Perché i prezzi salgono

Le difficoltà riguardano soprattutto i collegamenti con Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, da cui proviene una parte importante della frutta e della verdura destinata alla Capitale, e secondo il Car si stanno estendendo anche al Lazio meridionale. L’incertezza sui tempi di percorrenza e i costi operativi più alti compromettono la regolarità degli approvvigionamenti. Secondo Cookist, i rincari si sommano a prezzi all’ingrosso già elevati per alcune produzioni a causa dei danni del caldo estivo.

Gli effetti sulla filiera

I blocchi rischiano di avere effetti anche su altri prodotti: secondo Cookist, la mancata consegna di semola ha già fermato la produzione di un pastificio e rallentato quella di un altro. Il Car avverte che un prolungamento della protesta rischia di causare “perdite incalcolabili” ai produttori del Sud, costretti a perdere i raccolti, e di scaricare ulteriori rincari sulla spesa dei romani.

Cosa dice il Car

“Il nostro ruolo oggi è agire da scudo”, ha spiegato il direttore generale del Car, Fabio Massimo Pallottini, monitorando i listini per garantire la tenuta degli scambi e arginare le pressioni sui prezzi. Il Centro, il terzo mercato ortofrutticolo all’ingrosso d’Europa, chiede di tutelare insieme produttori e consumatori.

Cosa non è ancora noto

Non è possibile dire quanto dureranno i rincari, che dipendono dall’evoluzione della protesta e dal ritorno alla normalità delle consegne. I prezzi al dettaglio variano da banco a banco e i dati ufficiali citati si riferiscono al mercato all’ingrosso.

Fonte: Il Messaggero, Osservatorio del Centro Agroalimentare Roma (Car), Freshpoint Magazine, Cookist, Il Giornale d’Italia

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