
“Condanniamo ogni forma di violenza e non consentiamo contenuti che la incitano o promuovono attività criminali”. È quanto dichiara TikTok dopo i disordini di Milano, Torino e Bologna, annunciando una task force, una moderazione rafforzata e nuove limitazioni su ricerche e guadagni delle Live legate alle proteste. La società precisa di continuare a rimuovere i video, sospendere le dirette e bloccare gli account che violano le regole. Altre notizie nella sezione TikTok.
La task force e la moderazione
Secondo la nota di TikTok riportata dall’ANSA, “in risposta ai recenti disordini” è stata attivata una task force e rafforzata l’attività di moderazione, anche con tecnologie di riconoscimento di immagini e audio, che la società dice di usare solo per moderare i contenuti. TikTok collabora inoltre con partner esterni, compresi fact-checker indipendenti, per individuare nuove minacce e contenuti problematici.
Video, Live e account
“Con l’evolversi della situazione, continuiamo la nostra attività di moderazione”, spiega l’azienda, rimuovendo i video, sospendendo le Live e bloccando gli account che violano le regole. Non sono stati comunicati numeri sui contenuti o sugli account interessati. Secondo quanto riferito, i tassi di violazione restano in linea con quelli osservati nei periodi precedenti.
Ricerche limitate
Tra le ulteriori misure di sicurezza, TikTok ha introdotto il blocco dei termini di ricerca che incitano alla violenza o ad attività criminali, la disattivazione del completamento automatico per le ricerche relative alle proteste e la limitazione dei suggerimenti di ricerca.
Stop a parte dei guadagni delle Live
La piattaforma limita temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste “per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico”. Invita inoltre gli utenti a consultare fonti affidabili e a utilizzare le Live in modo responsabile.
“Documentare non è incitare”
“Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza”, spiegano i responsabili italiani, “garantendo l’accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l’uso improprio della piattaforma”. Una stretta che, osserva il Fatto, mira a contenere la diffusione di contenuti che alimentano la violenza senza equiparare la cronaca alla promozione.
Il contesto
La mossa arriva dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre a Milano e in altre città, durante i quali TikTok e altri social sono stati usati per convocare i ragazzi e diffondere i video. Anche dalle inchieste sul caso minicar emerge il ruolo dei video visti sui social, secondo quanto riferito da alcuni indagati. Il governo ha intanto approvato un decreto che prevede, tra l’altro, sanzioni per chi istiga alla violenza anche tramite strumenti informatici.
Cosa non è ancora noto
Non sono noti il numero di account e video interessati, i criteri precisi con cui vengono applicati i blocchi né la durata delle limitazioni alla monetizzazione, definite temporanee. Le informazioni potranno essere aggiornate.
Fonte: ANSA, Leggo.it, Open, Tgcom24, Il Fatto Quotidiano, TikTok