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Salvini coi parà in piazza Duomo. (Ma era proprio necessario?)

«Chi rompe paga e poi nessuno rimane impunito». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini sabato mattina in piazza Duomo a Milano, dove ha visitato i parà della Folgore schierati in vista delle manifestazioni. Il leader della Lega ha parlato anche dei “leoni da social” che chiamano al saccheggio e delle piattaforme. Ma sulla scena politica resta una domanda: mentre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è in piazza, nel suo dicastero c’è una crisi aperta non meno complicata. Altre notizie nella sezione Matteo Salvini.

Cosa ha detto Salvini in piazza Duomo

Secondo la ricostruzione del Fatto Quotidiano, Salvini ha avvertito che chiunque, a Milano e nelle altre città, deve sapere che chi rompe paga e che nessuno resterà impunito. Ha aggiunto che nelle ultime ore centinaia di questi “leoni da social” sono stati visitati a casa e dovranno rendere conto di ciò che ha definito la loro stupidità.

Il tema delle piattaforme

Sulla possibilità di chiudere le pagine social che hanno rilanciato le proteste, il vicepremier ha ricordato di essere a favore della libertà di pensiero, ma ha sostenuto che chi chiama al saccheggio e alla devastazione ne risponde personalmente e con la propria pagina, e che dovrebbero risponderne anche le piattaforme social.

La domanda sulle Infrastrutture

Salvini è vicepremier, ma anche ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel suo dicastero è aperto da giorni il dossier degli autotrasportatori: la protesta dei tir ha provocato blocchi stradali, carburante a secco e scaffali semivuoti, ed è stata sospesa in alcune regioni in attesa del tavolo del 27 ottobre proprio al ministero, con i camionisti pronti a riprendere la mobilitazione se le risposte non saranno adeguate. Sul fronte dei trasporti si profila inoltre un novembre di scioperi, con lo stop generale del 20 novembre, i treni fermi per 23 ore tra il 20 e il 21 e i mezzi pubblici fermi in diverse città. Da qui la domanda che alcuni osservatori pongono: perché non occuparsi, con la stessa presenza pubblica, di queste emergenze?

Le misure già annunciate

Per correttezza, il ministero ha comunicato nei giorni scorsi i contenuti del decreto approvato dal Consiglio dei ministri per l’autotrasporto, con la possibilità di sospendere i canoni di leasing dei veicoli fino al 31 marzo 2027 e il rifinanziamento dei crediti d’imposta sul gasolio. Le associazioni di categoria e le opposizioni continuano però a chiedere misure strutturali, e restano aperte le questioni sul costo dei carburanti e sulla distribuzione.

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