
«Profilo da integrato islamista che vuole distruggere la nostra civiltà»: così Gianluigi Paragone ha definito Youssef Siher, 30 anni, indagato a Milano come presunto promotore del “Movimento 17 ottobre”, in un’intervista ripresa da Tag24. Si tratta di un giudizio personale, non di un’accusa formulata dalla Procura, e va letto come tale. Per l’indagato vale la presunzione di innocenza. L’intervista è disponibile qui. Altre notizie nella sezione Movimento 17 ottobre.
L’intervista integrale
Se il video non si carica, puoi vederlo direttamente su YouTube.
Le parole di Paragone
Secondo Tag24, nel video Paragone analizza il caso soffermandosi sui pericoli ideologici e sui rischi di radicalizzazione che, a suo giudizio, possono essere camuffati da attivismo politico o sociale. Riferendosi a Siher, lo definisce un «profilo da integrato islamista che vuole distruggere la nostra civiltà». La frase è riportata secondo la sintesi di Tag24 e il contesto completo si trova nel video.
Cosa sostiene la Procura
Siher è in carcere a San Vittore dopo il fermo disposto dalla Procura di Milano. Le accuse, secondo le fonti, sono istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico, apologia di delitti e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche; alcune ricostruzioni parlano anche di associazione con finalità di terrorismo. Nel decreto di fermo il pm ipotizza un “progetto finalizzato a porre in essere atti delittuosi, con finalità eversive”. Non gli sono contestate devastazioni o saccheggi. I pm hanno chiesto la convalida del fermo e il carcere; l’interrogatorio davanti al gip è atteso domani. La moglie è indagata per gli stessi reati, a piede libero.
Il dibattito politico
Il caso ha acceso il dibattito. Alcune testate di area di centrodestra ipotizzano un “legame tra violenza e islam radicale” e una regia islamista dietro le piazze; un’interrogazione parlamentare ha chiesto chiarimenti sul quadro tracciato da Il Giornale. Le indagini, però, non hanno finora confermato alcuna regia di organizzazioni: secondo i pm, dietro il movimento non ci sarebbero entità statuali né organizzazioni, ma soltanto Siher e la moglie, e sono in corso verifiche, non accuse, su possibili legami con altri gruppi.
Cosa non è ancora noto
Non sono noti la decisione del gip sulla convalida del fermo, la versione dell’indagato né gli elementi a sostegno delle ipotesi più gravi. Il contenuto completo dell’intervista va verificato nel video. Le informazioni potranno essere aggiornate.
Fonte: Tag24 (intervista a Gianluigi Paragone), ANSA, Sky TG24, Il Giornale, Fanpage.it