Benjamin Netanyahu torna in vantaggio nello scrutinio delle elezioni per la Knesset, ma il risultato resta aperto e non gli garantisce ancora una maggioranza. Con il 57,3% delle schede conteggiate, il blocco favorevole al premier uscente viene accreditato di 55 seggi, sei in meno della soglia di 61 necessaria per controllare il Parlamento. L’opposizione guidata da Gadi Eisenkot si attesta invece a 49 seggi.

Elezioni Israele, i dati dello scrutinio parziale
Secondo i dati provvisori diffusi dalla Commissione elettorale centrale, il quadro è cambiato più volte con l’avanzare dello spoglio. Al 53,7% delle schede scrutinate, le forze vicine a Netanyahu avevano 55 seggi contro i 50 dell’area contraria al premier. Nella rilevazione successiva, al 57,3%, l’opposizione è scesa a 49 seggi.
Le formazioni arabo-israeliane dispongono complessivamente di 16 seggi. Resta da verificare l’impatto dei voti non ancora esaminati, comprese le cosiddette doppie buste, tra cui rientrano anche le schede di militari e personale impegnato nei servizi di sicurezza.
Netanyahu rilancia l’ipotesi di un governo nazionale di destra
Al quartier generale del Likud a Gerusalemme, Netanyahu ha rivendicato il primato del proprio partito e ha indicato come obiettivo la formazione di un forte governo nazionale di destra. Il premier ha tuttavia riconosciuto che occorre attendere i risultati definitivi prima di trarre conclusioni sulla composizione del futuro esecutivo.
Nel suo intervento Netanyahu ha escluso l’ipotesi di un governo sostenuto dai partiti arabi e ha richiamato i rapporti con gli Stati Uniti, citando l’intesa con Donald Trump nel contesto della minaccia rappresentata, secondo la sua posizione, dall’Iran.
Exit poll e spoglio: un vantaggio passato da un blocco all’altro
I primi exit poll avevano inizialmente attribuito 52 seggi al blocco di Eisenkot e 50 a quello di Netanyahu. Un successivo aggiornamento di Channel 12 aveva però ribaltato il dato, assegnando 52 seggi alle forze favorevoli al leader del Likud e 50 allo schieramento avversario.
Le proiezioni non costituiscono risultati ufficiali. Le indicazioni della Commissione elettorale hanno mostrato, nelle prime fasi del conteggio, un vantaggio più marcato per Netanyahu: con il 25,2% delle schede scrutinate il suo blocco era stimato a 63 seggi. Il margine si è poi ridotto progressivamente.
Trump: «Il mio sostegno potrebbe aver contribuito»
Donald Trump ha sostenuto che i suoi endorsement potrebbero avere avuto un peso nell’andamento iniziale del voto a favore di Netanyahu. Parlando con i giornalisti alla Joint Base Andrews, in Maryland, il presidente americano ha comunque invitato alla prudenza, spiegando che era ancora prematuro formulare valutazioni definitive.
Trump ha inoltre dichiarato di non avere ancora parlato con Netanyahu dell’esito elettorale. Le sue parole arrivano mentre lo scrutinio non ha ancora definito quale leader disponga delle maggiori possibilità di costruire una coalizione parlamentare.
Affluenza elevata e tensioni nel giorno del voto
La giornata elettorale è stata caratterizzata da un’affluenza particolarmente alta. Alle 18, secondo la Commissione elettorale, aveva votato il 66,7% degli aventi diritto, nove punti in più rispetto al dato registrato alla stessa ora nel 2022. Il direttore Din Livne ha parlato di livelli che non si vedevano dal 1973.
Durante la mattinata, il partito dei Democratici ha riferito che un uomo è stato fermato a Tel Aviv dopo essersi avvicinato con un coltello al leader Yair Golan. Secondo il partito, gli addetti alla sicurezza hanno bloccato l’uomo prima che potesse compiere gesti violenti; la polizia lo ha preso in custodia.



Cosa manca per conoscere l’esito definitivo
Il risultato dipenderà dal completamento dello scrutinio, dall’assegnazione finale dei seggi e dalle scelte delle forze che non appartengono ai due principali schieramenti. In Israele, l’incarico di formare il governo viene affidato dal presidente Isaac Herzog, dopo le consultazioni con i partiti entrati alla Knesset.
Il presidente non è obbligato a designare il leader del partito più votato né quello del blocco più ampio: la valutazione riguarda la persona ritenuta più in grado di ottenere il sostegno di una maggioranza parlamentare. Le informazioni potranno essere aggiornate con l’arrivo dei dati ufficiali.