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L’onda dem su Trump ora preoccupa le Big Tech: cosa si teme

La conquista del Congresso da parte dei democratici preoccupa i mercati, in particolare il settore tecnologico: gli investitori temono maggiori controlli e regole sull’intelligenza artificiale e sui data center. Nella notte i future sui principali indici di Wall Street hanno perso terreno, poi in gran parte recuperato; gli analisti ritengono però improbabile l’approvazione di leggi capaci di ostacolare seriamente lo sviluppo dell’IA. Altre notizie nella sezione economia.

La reazione dei mercati

Con l’arrivo dei risultati i future sull’S&P 500 sono arrivati a perdere l’1,3% e quelli sul Nasdaq-100 il 2,2%, mentre il Nikkei giapponese ha chiuso in calo del 3%; nella mattina del 4 novembre gran parte delle perdite è rientrata. Il dollaro è sceso ai minimi da un mese e ci sono state vendite sui titoli dell’intelligenza artificiale, con acquisti di Treasury. Un analista ha osservato che una modesta ondata blu poteva essere in gran parte già scontata dai mercati, mentre una vittoria netta potrebbe spingerli a rivedere la restante agenda politica di Trump.

Cosa si teme per le Big Tech

Il comparto più sensibile è l’intelligenza artificiale, che con gli investimenti dei giganti tecnologici in data center e capacità di calcolo ha sostenuto i mercati globali negli ultimi anni. Un Congresso a guida democratica potrebbe intensificare i controlli sulle aziende del settore, anche per la crescente opposizione pubblica ai data center, con commissioni d’inchiesta sui consumi energetici e possibili strette antitrust. La commissione Energia e Commercio della Camera, oggi presieduta dal repubblicano Brett Guthrie, passerà alla maggioranza democratica con il nuovo Congresso di gennaio, insieme al potere di convocare i vertici dei laboratori.

Cosa è improbabile

Gli analisti giudicano improbabile l’approvazione di leggi capaci di frenare seriamente lo sviluppo dell’IA e prevedono invece indagini sulle Big Tech. Nessuna legge nuova arriverà prima del 2027 e il presidente conserva il potere di veto. Secondo alcune analisi, per il settore tecnologico contano probabilmente di più i investimenti, il flusso di cassa e i ritorni sulle spese in IA che l’esito delle elezioni.

I dazi

Il leader democratico alla Camera, Hakeem Jeffries, intende portare in aula, secondo il New York Times, entro le prime cento ore una proposta per porre fine ai dazi e restituire al Congresso il potere sulla politica commerciale. Ma i dazi di Trump non dipendono più dal Congresso: dopo che a febbraio la Corte Suprema ha annullato quelli di emergenza, l’amministrazione li ha spostati sotto la Sezione 301 della legge sul commercio, e il presidente conserva veto e poteri commerciali. Per questo, osservano gli analisti, l’effetto è incertezza più che svolta.

Cosa non è ancora noto

Non è noto come si muoveranno i mercati nei prossimi giorni né quali iniziative concrete adotteranno i democratici dopo l’insediamento. I numeri dei mercati riportati sono quelli di inizio giornata. Le informazioni potranno essere aggiornate. Il pezzo non costituisce una raccomandazione di investimento.

Fonte: Euronews, Borsa&Finanza, Matrice Digitale, Trading Facile, Fox Business, New York Times, Deutsche Bank

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