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Pensione anticipata, uscire a 64 anni può costare molto caro: ecco perché

Andare in pensione a 64 anni potrebbe costare quasi 5.000 euro lordi l’anno: è il risultato di una simulazione della Uil sulla proposta della Lega di una «nuova Quota 100», con ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Non è però una misura in vigore: la manovra approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre non la contiene. Altre notizie nella sezione pensioni.

La simulazione della Uil

Il servizio politiche fiscali e previdenziali della Uil ha esaminato il caso di una lavoratrice che a 64 anni ha maturato 36 anni di contributi, con un’ultima retribuzione annua lorda di 35.000 euro. Con il ricalcolo interamente contributivo, la pensione a 64 anni sarebbe di 25.477 euro lordi l’anno; con il sistema misto a 67 anni e 6 mesi, l’età ordinaria, salirebbe a 30.466 euro. La differenza è di 4.989 euro lordi l’anno, pari a circa 384 euro al mese su tredici mensilità e al 16,38% dell’assegno. Il sindacato avverte che una flessibilità subordinata al ricalcolo contributivo rischia di essere accessibile soprattutto a chi può permettersi un assegno inferiore.

La proposta della Lega

La nuova Quota 100 richiederebbe almeno 64 anni di età e 36 anni di contributi (64 + 36 = 100), mentre la misura del 2019 consentiva l’uscita a 62 anni con 38 di contributi. Le fonti non coincidono sui requisiti: alcune parlano di 36 anni, altre di 38, e in una versione precedente si ipotizzavano 64 anni con 25 anni di contributi anche per chi ha iniziato a versare prima del 1996. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha rilanciato due ipotesi: consentire l’uscita a 64 anni anche a chi rientra nel sistema misto, oppure introdurre una nuova Quota. Nella manovra c’è un fondo «per il supporto in uscita dal mercato del lavoro» da 850 milioni di euro l’anno per il triennio 2027-2029.

Cosa dice la Cgil

La Cgil stima per il ricalcolo contributivo un taglio medio di circa il 10%, molto variabile da caso a caso: con 40 anni di contributi e una retribuzione di 35.000 euro, la pensione scenderebbe da circa 1.726 euro al mese con il sistema misto a circa 1.543 euro, oltre 182 euro in meno.

Cosa c’è già oggi

Già oggi si può andare in pensione a 64 anni con 20 anni di contributi con la cosiddetta pensione anticipata contributiva, ma solo per chi ha iniziato a versare dopo il 1995 e a condizione che l’assegno sia almeno pari a tre volte l’assegno sociale, 1.638,72 euro lordi al mese nel 2026.

Perché il confronto va letto con cautela

La differenza di 4.989 euro è l’importo annuo a confronto con l’uscita a 67 anni e 6 mesi con il sistema misto, per un caso specifico: chi esce prima, però, percepisce la pensione per più anni. La simulazione è di un sindacato che critica la proposta e non è un calcolo ufficiale.

Cosa non è ancora noto

Non sono noti i requisiti definitivi, né se la misura sarà inserita nella manovra o approvata in Parlamento. Le informazioni potranno essere aggiornate.

Fonte: Uil, ANSA, Today, Leggo.it, QuiFinanza, Cgil, Informazione Fiscale, Corriere della Sera

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