
La stretta sulla rivalutazione delle pensioni prevista dalla manovra 2027 rischia di pesare soprattutto su chi ha un assegno lordo tra 42mila e 50mila euro l’anno: per loro, secondo le simulazioni del Sole 24 Ore, la perdita netta può arrivare a 535 euro l’anno. La norma interessa circa 1,7 milioni di pensionati; chi percepisce fino a circa 2.447 euro lordi al mese non perde nulla. Si tratta di simulazioni su un disegno di legge non ancora approvato. Altre notizie nella sezione pensioni.
Chi perde di più
Secondo la simulazione, con un’inflazione del 3,4%, pari al dato acquisito dall’Istat a ottobre e superiore al 2,8% ipotizzato dalla manovra, una pensione da 50mila euro lordi l’anno perderebbe 757,59 euro lordi di rivalutazione. Al netto delle imposte, la differenza sarebbe di 535,33 euro l’anno, pari all’1,47% del reddito disponibile e a circa 41 euro in meno al mese su tredici mensilità, rispetto alle regole attuali. A 51mila euro lordi, invece, il calo scende all’1,02%. Tra gli assegni di importo medio-alto spicca dunque la fascia tra 42mila e 50mila euro lordi annui.
Come funziona la nuova rivalutazione
L’articolo 55 del disegno di legge di Bilancio riporta, solo per il 2027, la rivalutazione a fasce: in base all’importo complessivo della pensione, la percentuale della fascia si applica a tutto l’assegno e non più solo alla parte che la supera. Le percentuali previste sono 100%, 85%, 53%, 47%, 37% e 32% dell’inflazione. Resta piena per le pensioni fino a circa 2.447 euro lordi al mese, quattro volte il minimo Inps.
Il ruolo dell’Irpef
Sul risultato netto incide anche l’Irpef: l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 55mila euro di reddito, valida per ora solo per il 2027, attenua parzialmente la perdita per chi supera i 50mila euro, con un beneficio limitato alla parte di reddito tra le due soglie. In un’altra simulazione, per le fasce medie, che non ottengono alcun beneficio Irpef, il saldo resta negativo: la perdita netta è di circa 100 euro l’anno per 3.000 euro lordi al mese e di circa 372 euro per 3.500. Per gli assegni alti, il taglio è compensato in parte dal bonus Irpef.
Quanti sono i penalizzati
Secondo il Sole 24 Ore, la stretta riguarda circa 1,7 milioni di pensionati; un’altra elaborazione parla di quasi 3,5 milioni di assegni penalizzati, dato che include chi ha più pensioni. Poiché l’aumento riconosciuto nel 2027 entra nella base di calcolo delle rivalutazioni future, la perdita, osservano gli analisti, si ripercuote negli anni successivi.
I tempi
La percentuale ufficiale di rivalutazione sarà fissata con un decreto del ministero dell’Economia entro il 20 novembre, sulla base dell’indice Foi dell’Istat. Le norme sono nel disegno di legge di Bilancio, ora all’esame del Parlamento, e possono cambiare.
Cosa non è ancora noto
Non sono note la percentuale ufficiale di rivalutazione, le eventuali modifiche in Parlamento né l’importo reale delle perdite per ciascun pensionato, che dipende dall’inflazione e da altri redditi. Le cifre sono stime indicative. Le informazioni potranno essere aggiornate.
Fonte: Il Sole 24 Ore (simulazioni), Il Messaggero, Corriere Adriatico, QuiFinanza, Business Online, L’Indisponente, disegno di legge di Bilancio 2027 (art. 55)