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Gasolio, addio al taglio delle accise: cosa succede dall’8 novembre

Finisce il taglio delle accise sul gasolio: nella Gazzetta Ufficiale di sabato 7 novembre, ultimo giorno di validità dello sconto, non c’è la proroga, e dall’8 novembre tornano le accise ordinarie. Sono attesi rincari, seppur leggeri, solo sul gasolio: circa 4,9 centesimi al litro con l’Iva, cioè circa 2,44 euro in più su un pieno da 50 litri, secondo le stime. La benzina non è interessata. Altre notizie nella sezione carburanti.

Cosa succede dall’8 novembre

Lo sconto, in vigore dal 28 ottobre, ridotto l’accisa sul gasolio da 672,90 a 632,90 euro ogni mille litri: 4 centesimi al litro, 4,88 considerando l’Iva. Senza proroga, dal 1° giorno successivo all’ultimo di validità l’accisa torna al livello precedente. Il governo, riferiscono le cronache, ha valutato fino all’ultimo se rinnovare ancora il taglio con il meccanismo delle accise mobili: la premier Giorgia Meloni, fino a venerdì, aveva ricordato che l’esecutivo lavora «giorno e notte» su questo fronte, ma ha scelto di tornare alle imposte ordinarie. Per lo Stato, il ritorno alle accise piene vale un risparmio giornaliero di circa 3,5 milioni di euro.

Quanto aumenta il prezzo

L’aumento atteso è di pochi centesimi, soltanto sul gasolio: per un pieno da 50 litri, la perdita dello sconto vale circa 2,44 euro. Il prezzo effettivo alla pompa, però, non cambia necessariamente in modo immediato e identico: dipende anche dalle quotazioni petrolifere e dai listini delle compagnie. Secondo l’ultima rilevazione del ministero delle Imprese, il prezzo medio del gasolio self sulla rete stradale è di 2,24 euro al litro; la benzina è tornata a due euro al litro dopo settimane di record.

I tetti delle compagnie

Resta centrale la strategia del price cap volontario: Eni ha fissato prezzi di riferimento di 1,99 euro per la benzina e 2,25 euro per il gasolio, non garantiti in ogni impianto; il tetto effettivo sul diesel è stato più basso nell’ultimo mese proprio per il taglio delle accise, e ora senza proroga tornerà intorno alla cifra originale. Q8 ha confermato misure per contenere i prezzi fino a dicembre, mentre le compagnie non escludono rialzi futuri.

Il taglio che finisce

Il taglio era stato disposto con un decreto interministeriale del 28 ottobre, finanziato con 38,7 milioni di euro del maggior gettito dell’Iva di settembre, dopo oltre tre settimane senza sconti, dal 6 ottobre, quando era scaduto il precedente intervento. Il Codacons lo aveva definito un «mini-taglio tardivo» e «un’elemosina», con un risparmio di 2,44 euro a pieno.

Cosa non è ancora noto

Non è noto se il governo deciderà in seguito un nuovo taglio con le accise mobili né come si muoveranno i listini nei prossimi giorni. Le cifre sono stime. Le informazioni potranno essere aggiornate.

Fonte: Il Sole 24 Ore, ANSA, Gazzetta Ufficiale, Money.it, Virgilio, Sky TG24, Mimit, Codacons

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