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Cinema e realtà virtuale: la tecnologia del futuro

Si parla molto di realtà virtuale e delle sue innumerevoli applicazioni. Una di queste si riferisce all’ambito cinematografico e promette di rivoluzionare il settore. Si tratta di un nuovo 3D? Non proprio. Potenzialmente è partita come una tecnologia rivoluzionaria, concretamente invece è stata defilata in poche sale, per l’esperienza di una ristretta cerchia di appassionati.

Il caso Amsterdam

Uno dei primi cinema che proietta virtualmente ad Amsterdam è stato inaugurato due anni fa: se pensate ad un multicinema pieno di persone, ipertecnologici e imponente, non siete vicini al vero.

Si tratta infatti di una piccola saletta, frequentata da pochi cinefili. Somiglia di più ad un teatro d’essai che non ad una stanza per proiezioni. Ogni sedia è dotata di apposite cuffiette e un casco, un Samsung Gear VR. E, come si può immaginare non esiste nessun schermo. La pellicola viene proiettata all’interno dei caschi, dove ognuno gode della sua personale visione virtuale.

Le differenze che esistono rispetto ad una proiezione classica sono molte, tra cui una breve introduzione prima di ogni film che spiega come funziona l’esperienza virtuale e offre indicazioni base per seguire la visione in perfetta autonomia. 

Si è dunque seduti l’uno accanto all’altro, ma la scena visibile è in soggettiva: uguale visione per personale proiezione.

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Quanto costa un biglietto?

Il cinema virtuale è un’esperienza più contestuale e soggettiva rispetto alla percezione del cinema tradizionale. Anche i contenuti variano in quanto non esiste una scelta così variegata come per i film sul grande schermo.

Una volta seduti sulla poltrona del cinema virtuale, con le cuffie e il casco, si possono scegliere tre tipologie di proiezione: un film per bambini, una visione avventurosa che porta a viaggiare attraverso paesaggi mozzafiato e un contenuto fantascientifico, assolutamente in linea con il contesto tech dell’esperienza vissuta a pieno impatto.

Il costo del biglietto è 12.50 euro. Non molto concorrenziale, rispetto al cinema tradizionale, soprattutto quello dei gettonati multisala, ma neanche poi così eccessivo se si pensa alla specificità della esperienza e alla particolarità della visione.

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Un’esperienza 360gradi

Di per sé, la visione cinematografica tradizionale immerge lo spettatore in una realtà totalizzante: contesto buio, silenzio, colonna sonora e schermo supergigante. Lo spettatore viene direttamente proiettato nella storia in maniera coinvolgente e totalmente stimolante.

La realtà virtuale è leggermente diversa, ma per quanto riguarda l’esperienza spettatoriale si pone in maniera ancor più performante. Durante un film guardiamo dritto davanti a noi e la visione è limitata ai confini dello schermo.

Con il casco si può invece ruotare di 360gradi e restare sempre dentro il film. La proiezione sovrasta lo spettatore e lo include completamente nell’avventura di un universo virtuale. Ci si dimentica della persona seduta accanto a noi, sparisce tutto ciò che ci circonda. Vediamo il film, anzi ci siamo dentro ne facciamo parte.

Per chi ha avuto il piacer di provare questa esperienza afferma una qualità dei risultati davvero eccellente. L’unica pecca resta forse la messa a fuoco se la testa inizia ad andare fuori dall’immagine centrale.

C’è chi scommette sulla realtà virtuale al cinema e chi la relega ad invenzione di serie B, un po’ com’è successo per il 3D. La verità è che, di certo, questa tecnologia è migliorabile sotto molti aspetti e necessita almeno di nuove e più accattivanti narrazioni.

In Olanda l’esperimento sembra andare bene. La realtà virtuale serve ad esempio per raccontare la storia della cittadina di Volendam nel suo museo. Nel resto d’Europa fatica a decollare, ma forse è solo questione di tempo.

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In Italia

L’Italia ci prova con la realtà virtuale al cinema attraverso il Festival del Cinema di Venezia. Dall’anno scorso è stata istituita una vera e propria sezione che ha segnato un interesse nuovo e innovativo sull’argomento.

Il cinema e i dispositivi tecnologici interagiscono fin dagli albori. Il racconto filmico va ormai sperimentato in tutte le sue forme, e persino un Festival inaugurato negli anni 30 cerca oggi di stare al passo con la realtà virtuale. Venice Virtual Reality si pone come la nuova frontiera della sperimentazione cinematografica, dando luogo ad una rassegna dedicata, con la presentazione di 22 opere divise nelle categorie Virtual Theater, Stand Up e installazioni.

Ad ottobre 2017 è poi stato inaugurato il primo cinema virtuale italiano a Milano. Si chiama Ultrareal World ed è nato dalla collaborazione tra i creativi del Milano Film Festival e della Fastweb Digital Academy.

Così anche l’Italia fa la sua parte: la novità ha ricevuto commenti entusiasti, sia da parte della critica sia del pubblico che ha potuto vivere l’esperienza in prima persona.

L’intento finale della realtà virtuale al cinema è quindi quello di far vivere lo spettatore all’interno di mondi e contesti che lo collochino al centro esatto della scena narrativa. Per comprendere meglio contesti difficilmente spiegabili solo con le immagini e aumentare così il grado di percezione ed empatia attraverso mondi storici, luoghi e persone mai frequentati dal vivo.

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