Ragazzi e ragazze in età per lo più inferiore ai 30 anni. Tanti, 455. Tutti risultati idonei al concorso per diventare agenti di polizia bandito il 26 maggio 2017 e però oggi, dopo più di due anni, sostanzialmente depennati dalla graduatoria per una legge entrata in vigore dopo. Una decisione deliberata con un emendamento proposto dalla Lega e approvato dal Parlamento quando la maggioranza era guidata da M5s e Carroccio che impedisce loro di ottenere quel posto che gli spetterebbe, graduatorie alla mano.
Nell’emendamento si fa riferimento alla legge n. 335 del 1982 riguardante i requisiti: ma quella legge è stata modificata dal decreto per il riordino delle carriere. Quindi si applicano i nuovi requisiti: 30 anni d’età e diploma superiore. Cancellando dalla graduatoria tutti gli idonei che non rientrano in questi requisiti, nonostante il bando a cui hanno partecipato prevedesse diversi criteri. E così alcuni aspiranti agenti, che avevano già iniziato gli accertamenti fisici e psichici come da prassi per gli idonei, vengono esclusi.
Una situazione ancora di incertezza, nella quale si procede a tastoni con i reintegri del caso, e che lascia ancora in uno stato di totale confusione tanti ragazzi, incerti sul loro futuro e sulla reale possibilità di indossare la divisa. Con rabbia, durante le manifestazioni di questi mesi, si sono scagliati contro la Lega di un Salvini che continuava a professare il suo amore incondizionato per le forze dell’ordine salvo poi non prendersi a cuore un problema così urgente.Thomas Cook dichiara fallimento: 22mila lavoratori a rischio, 500mila turisti bloccati all’estero