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Berlusconi al Quirinale: gli mancano solo 54 voti

Sono giorni ormai che l’ipotesi di Silvio Berlusconi eletto presidente della Repubblica rimbalza sugli organi di stampa. Inizialmente questa ipotesi sembrava senza fondamento e priva di speranze di divenire realtà. Con il passare del tempo, però, diversi esponenti politici vicini all’ex premier hanno cominciato a credere sul serio a questa possibilità. E così, a qualcuno è venuto in mente di prendere un pallottoliere per farsi due conti. Se il centrodestra votasse compatto a favore di Berlusconi, al Cavaliere mancherebbero soltanto poche decine di voti per prendersi il Quirinale.

Silvio Berlusconi

La data dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica si avvicina. Alla fine di febbraio, parlamentari e delegati regionali dovranno stabilire chi sarà il successore di Sergio Mattarella al Quirinale. Il nome di Mario Draghi sembra al momento quello più gettonato. Anche se in molti spingono perché il premier resti ancora a Palazzo Chigi. Eventualità che aprirebbe uno spiraglio di successo anche a Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, questo il ragionamento che si fa in casa Forza Italia, potrebbe essere eletto al quarto scrutinio, quando servirà solo la maggioranza assoluta dei votanti: 505.

Mancherebbero dunque solo 54 voti a Berlusconi per coronare il suo sogno quirinalizio. Il centrodestra potrebbe contare infatti su 454 voti, sempre che tutte le forze che lo compongono votino compatte. Oltre a quelli azzurri, ci sono infatti a sua disposizione i voti di Lega, Fdi, Coraggio Italia di Giovanni Toti, Noi con l’Italia di Vittorio Sgarbi, dei parlamentari delle Autonomie e del gruppo Misto, oltre ai 33 delegati regionali.

Foto Valerio Portelli/LaPresse 22-08-2019 Roma, Italia Secondo giorno di Consultazioni Politica Nella Foto: Silvio Berlusconi

“Ma cosa vuoi che siano 54 voti? – rivela un deputato non meglio specificato di Forza Italia – La forza della candidatura di Berlusconi è che la legislatura continuerebbe”. Il ragionamento è chiaro: con Draghi al Quirinale ci sono buone probabilità che una coalizione allargata di governo non regga, spalancando le porte ad elezioni anticipate. Con Berlusconi al Colle e l’ex governatore della Bce ancora a Palazzo Chigi, invece, i parlamentari che temono di andare a casa in anticipo non avrebbero più nulla da temere.

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