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Salvini benedice reazionari, anti-abortisti, omofobi, maschilisti

Di Maio ha già annunciato che non ci sarà, con tutto il Movimento Cinque Stelle (per una volta) compatto nel prendere le distanze. La sinistra ha puntato il dito, tante associazioni hanno già annunciato di voler scendere in piazza per protestare. Salvini, invece, ha confermato la sua partecipazione all’ormai famigerato Congresso delle Famiglie in scena a Verona dal 29 al 31 marzo. Un evento che ha fatto e che farà discutere parecchio, soprattutto per il profilo dei partecipanti invitati in Italia per l’occasione. 

Il programma prevede una serie di tematiche da affrontare, che spaziano da “La bellezza del matrimonio” a “Politiche aziendali per la famiglia e la natalità”. Ma l’appuntamento ha scatenato vibranti proteste, con gli organizzatori accusati di avere “un’idea della donna tutta casa e chiesa che riporta il Paese indietro di secoli” e di adottare posizioni omofobe e reazionarie. E d’altronde tra gli invitati ci sono diverse personalità che in passato si erano espresse in maniera piuttosto netta in merito. L’associazione All Out Action Fund ha raccolto il meglio del peggio di questi personaggi, dedicando loro addirittura un’apposita pagina web.
Ecco, allora, la dottoressa Silvana De Mari parlare dell’atto sessuale tra due persone dello stesso sesso come “di una forma di violenza fisica usata anche come pratica di iniziazione al satanismo”. O Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità e membro del Consiglio supremo della Chiesa ortodossa russa, parlare così dei gay: “Ci siamo separati da loro come dalla peste, perché è contagiosa”.

Igor Dodon, presidente moldavo, aveva ribadito dopo la sua elezione: “Non ho mai promesso di essere il presidente degli omosessuali, avrebbero dovuto eleggere il loro presidente”. Yelena Mizulina, presidente della Duma russa, è stata invece firmataria di una proposta di legge per la depenalizzazione della violenza domestica.A Verona ci sarà anche il ministro Lorenzo Fontana, che tanto ha fatto a sua volta discutere per le sue posizioni contro le unioni civili e le sue posizioni anti-abortiste. Già pronte diverse manifestazioni di protesta: le attiviste di “Non una di meno” hanno organizzato una “tre giorni femminista” contro il “raduno di associazioni che hanno fatto della lotta contro i diritti delle donne e delle persone lgbtqi+ la loro ragione di esistenza”. Il 30 marzo è poi in programma la manifestazione “Indietro, march! – la grande marcia per la famiglia ha sbagliato direzione” per “promuovere diritti e libertà di scelta sul proprio corpo, orientamento sessuale e sfera affettiva”.

Tra neofascisti e antiabortisti, il convegno voluto a Verona da Salvini