Giustizia

Ruspe sui Casamonica: quando la passerella grillina è pura concorrenza a Salvini…

Quando alle 18 il premier Giuseppe Conte entra nei villini abusivi dei Casamonica a Roma, non riesce a trattenere lo stupore. Davanti a sé ha gli stucchi dorati, le culle imperiali, le tigri di porcellana. Poi il presidente del Consiglio esce nel vicolo buio di via del Quadraro e, con l’acquedotto romano sullo sfondo, fa “i complimenti a Raggi che sta riportando la legalità a Roma”. È l’ultima visita istituzionale di una lunga giornata dalla forte eco politica e mediatica. E così l’iniziale gara del mattino sulla sicurezza tra il Campidoglio e il Viminale di Matteo Salvini si alza di livello. Ora ci sono da una parte i vertici grillini (e Raggi ne fa parte a pieno titolo, almeno per un giorno) e dall’altra la Lega.

Non a caso, il ministro Riccardo Fraccaro attacca proprio “il contraente del governo” Salvini con missile terra aria: “Per dirla con una battuta c’è chi evoca metaforicamente le ruspe e chi le mette in campo davvero”. Più chiaro di così, non si può. La battaglia della ruspa romana diventa una questione nazionale, soprattutto in queste ore, gravide di tensioni in parlamento sui provvedimenti al vaglio (dl sicurezza e ddl anticorruzione).

Raggi, trattandosi di un’azione amministrativa, schiera fin dalle prime luci dell’alba 600 vigili urbani e si muove in solitaria. Non a caso, raccontavano ieri al ministero dell’Interno di essere stati avvisati solo nella sera di lunedì, qualche ora prima, dell’irruzione nelle otto villette abusive. “Solo per cortesia, ma va bene così: nessuna polemica”. Un intervento dato in esclusiva dal Campidoglio ai telegiornali con le immagini della sindaca che carica in un bar di Roma Est i vigili prima dell’irruzione e sempre la sindaca che soprintende a tutte le operazioni.

In pieno stile sceneggiata americana. Ma questo governo del cambiamento alle sceneggiate ci ha abituati sin dal primo giorno, quindi ormai dovremmo essere quasi immuni. Il tempo di andarsene dal mini-villaggio abusivo che dal M5S arriva un’altra sponda, questa volta dal neo presidente dell’Antimafia Nicola Marra pronto a chiedere “l’interdittiva” per i costruttori di questi scempi. Difficile andarli a trovare, visto che le villette hanno quasi 30 anni. Ma poco importa.

Perché nel frattempo Raggi è ritornata in Campidoglio, ma è rimasta una ruspa ad attendere il ministro Matteo Salvini. “E un bel segnale per Roma, non è il primo e non sarà l’ultimo”, dice il vicepremier del Carroccio lasciando l’area. Dal Comune un po’ gongolano: “Voleva metterci il cappello, ma gli è andata male”. E il clima è questo. Tanto che alle 16.40 si sparge la voce di una visita del premier Conte per suggellare un successo Cinque Stelle su un terreno che di solito è ad appannaggio della Lega. Il presidente modera come sempre i toni e cerca di smussare gli angoli. Ringrazia Salvini. Ma nel suo tweet ha parole solo per Raggi.

“Oggi c’è lo Stato, per il futuro vedrei bene un parco pubblico”. La sfida interna al governo si combatte a colpi di prossemica: l’importante è esserci e farsi vedere. Lunedì ci sarà da abbattere un’altra villa abusiva dei Casamonica: Salvini ha già cerchiato di rosso questo appuntamento in agenda per accendere i motori della ruspa. Dalla Regione, con garbo, fanno presente che lo stabile confiscato è di loro competenza. Un altro scontro sta per aprirsi. Forse.

 

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