Esteri

Abramovich avvelenato? Kiev avverte: “Non mangiate né bevete con i russi”

Non si fa che parlare di Roman Abramovich in queste ultime ore. L’oligarca russo, protagonista delle trattative di pace con l’Ucraina, è infatti al centro di un giallo internazionale. Il quotidiano britannico Wall street journal ha infatti riferito che, ai primi di marzo, Abramovich sarebbe stato avvelenato con una sostanza non meglio precisata, insieme a due negoziatori ucraini. Notizia confermata da un collaboratore dell’oligarca, ma smentita dagli ucraini. Ad aggiungere mistero al mistero sono adesso le parole del ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba.

Roman Abramovich in Turchia

Roman Abramovich è presente alle trattative di pace che si stanno tenendo a Istanbul, in Turchia, nella giornata di martedì 29 marzo. Abramovich infatti ha assistito al discorso del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha accolto le delegazioni di Russia e Ucraina, come dimostrano anche alcune immagini pubblicate sui media britannici. La sua presenza dovrebbe dunque allontanare i dubbi sul fatto che sia stato vittima di avvelenamento.

Ma questo clima di tensione e di sospetti non fa che aumentare la diffidenza degli ucraini nei confronti dei russi. Già accusati in passato di aver voluto risolvere divergenze politiche attraverso l’uso di sostanze tossiche ad esempio contro i dissidenti. “Consiglio a chiunque si trovi a negoziare con la Federazione russa di non mangiare o bere. E preferibilmente evitare di toccare qualunque superficie”, avverte preoccupato Kuleba, secondo quanto riporta l’emittente britannica Sky News.

Insomma, il governo di Kiev sembra certo che qualcuno abbia tentato di avvelenare Abramovich e i membri della sua delegazione. Anche se come detto non ci sono conferme che un attacco di questo tipo sia realmente avvenuto. Sia che gli autori del tentato omicidio, o dell’avvertimento come pensa qualcuno, siano alle dirette dipendenze di Mosca. “Non stiamo commerciando persone, terra o sovranità – aggiunge Kuleba riferendosi ai colloqui – L’obiettivo minimo saranno i corridoi umanitari e quello massimo il raggiungimento di un accordo su un cessate il fuoco”.

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