Lavoro

Parrucchieri ed estetisti abusivi a domicilio spopolano sui social: “Riaprire subito i saloni, o duemila attività rischiano di chiudere”

L’abusivismo che non conosce sosta e neanche la paura. A Montecatini un trattamento di extension per le ciglia è offerto a 40 euro. A Campi Bisenzio ne bastano 25 per farsi applicare del gel sulle unghie, mentre a Lucca c’è chi per 15 euro va a dare lo smalto alle signore. Tutto rigorosamente a domicilio, in barba ai decreti del governo e a ogni norma di buon senso. Grazie ai social si fanno pubblicità: sono decine, forse centinaia in tutta la Toscana (ma non solo) gli estetisti e i parrucchieri abusivi disposti ad andare a casa dei clienti nonostante i divieti dettati dall’emergenza Covid-19. Un giro d’affari cresciuto a dismisura durante il lockdown, a sfregio dei professionisti in regola che pagano le tasse, costretti da due mesi a tenere chiusi i loro saloni. Per questo le associazioni di categoria tornano all’attacco: “Bisogna riaprire il 18 maggio – è la richiesta – O due imprese su dieci rischiano di morire”.

“Il problema di chi lavora in nero è sempre esistito, ora però è esploso – denuncia Barbara Catani, presidente del settore Benessere di Confartigianato Toscana – Negli ultimi giorni prima della fase 2 c’è stata un’impennata: chi è tornato al lavoro voleva mostrarsi in ordine di fronte ai colleghi. Per questo tanti si sono rivolti agli abusivi”. L’offerta del resto non manca: “A volte non c’è nemmeno bisogno di usare Facebook o Instagram – osserva Elena Bardi di Cna Firenze – Un parrucchiere del Mugello ha affisso un cartello sulla porta sprangata del suo negozio, con su scritto “Chiamare per taglio a domicilio”. Così facendo però mette a rischio se stesso e gli altri”.
Per non soccombere a gli abusivi, e in attesa di una riapertura delle loro attività che continua a tardare, ormai sempre più spesso a proporsi per un colore o una messa in piega a casa del cliente non sono anche gli imprenditori con regolare licenza. “In tanti non sanno più come andare avanti, chi paga un mutuo o l’affitto ha ancora tutte le spese – continua Bardi – Molti colleghi, quando ricevono richieste di lavoro a domicilio, sono tentati di accettare. È illegale, lo ripetiamo, ma capiamo bene la loro sofferenza”. Trovare conferma non è difficile. “Ogni giorno arrivano decine di chiamate – dice Cinzia Ancillotti del centro estetico Mylos, vicino a piazza Leopoldo – Rispondiamo che non è possibile effettuare trattamenti a casa ma solo consegnare i prodotti. Alcuni restano sbigottiti: la concorrenza è agguerrita, così perdiamo clienti”.Le associazioni di categoria premono per il 18, richiesta già inoltrata al governatore Enrico Rossi. “Possiamo riaprire in sicurezza – sostiene Catani di Confesercenti – Lavorando su appuntamento e con un cliente per volta, indossando mascherine, guanti e visiere, sanificando gli ambienti”. Secondo le stime dell’associazione, il 20% delle imprese del settore potrebbe non farcela ad arrivare a giugno. “Parliamo di circa duemila attività e 7 mila addetti a rischio in tutta la Toscana. Il danno sarebbe enorme”.

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