
Finisce lo sconto sulle accise del gasolio e il prezzo alla pompa è destinato a salire di pochi centesimi: nella Gazzetta Ufficiale del 7 novembre, ultimo giorno di validità del taglio, non c’è la proroga, e da oggi, 8 novembre, tornano le accise ordinarie. L’effetto fiscale è di 4,88 centesimi al litro con l’Iva, cioè circa 2,44 euro in più su un pieno da 50 litri. L’aumento effettivo dipenderà dai listini. La benzina non è interessata. Altre notizie nella sezione carburanti.
Quanto aumenta in euro
Con la fine del taglio, l’accisa sul gasolio torna da 632,90 a 672,90 euro per mille litri: 4 centesimi al litro, che diventano 4,88 con l’Iva. Per un pieno, la differenza è di circa 1,95 euro per 40 litri, 2,44 euro per 50 litri e 2,93 euro per 60 litri, a parità di altre condizioni.
I prezzi di oggi
Secondo l’Osservatorio prezzi del Mimit, venerdì 6 novembre il prezzo medio del gasolio self sulla rete stradale era di 2,227 euro al litro (2,232 giovedì); l’ultima rilevazione indicata dal ministero parla di circa 2,24 euro. Il 28 ottobre, giorno dell’avvio dello sconto, la media era di 2,261 euro, contro 2,015 della benzina. Se l’accisa venisse trasferita per intero sul prezzo, il gasolio tornerebbe intorno a 2,28 euro al litro: un calcolo indicativo, non una previsione, perché il prezzo effettivo dipende anche dalle quotazioni e dalle scelte delle compagnie.
Lo sconto che non si è visto
Il taglio non era stato recepito del tutto dai distributori: il 29 ottobre, giorno dopo l’avvio, Q8 aveva ridotto di 4,5 centesimi il prezzo consigliato del gasolio, ma l’Unione nazionale consumatori aveva segnalato che il «mini sconto» non era stato recepito. Il Codacons lo aveva definito «un’elemosina», con un risparmio di 2,44 euro a pieno. Per questo l’aumento visibile alla pompa potrebbe essere inferiore a quello fiscale.
Perché finisce
Il taglio era stato disposto con un decreto interministeriale del 28 ottobre, con il meccanismo delle accise mobili, finanziato con 38,7 milioni di euro del maggior gettito dell’Iva di settembre. Il governo ha valutato fino all’ultimo se rinnovarlo: secondo le cronache, il ritorno alle imposte ordinarie vale un risparmio giornaliero per lo Stato di circa 3,5 milioni di euro. Dal 18 marzo, ricorda la stampa, i provvedimenti sulle accise sono stati tredici; il precedente sconto, di 6,1 centesimi, era scaduto il 6 ottobre.
I tetti delle compagnie
Restano i prezzi di riferimento volontari: Eni indica 1,99 euro per la benzina e 2,25 per il gasolio, non garantiti in ogni impianto; durante il taglio il tetto effettivo sul diesel era più basso. Q8 ha confermato le misure fino a dicembre. Le compagnie non escludono rialzi futuri.
Cosa non è ancora noto
Non è noto se il governo deciderà un nuovo taglio con le accise mobili né come si muoveranno i listini nei prossimi giorni. Le cifre sono stime. Le informazioni potranno essere aggiornate.
Fonte: Gazzetta Ufficiale, Mimit (Osservatorio prezzi carburanti), Il Sole 24 Ore, ANSA, Money.it, Quotidiano.net, Quattroruote, Codacons, Unione nazionale consumatori